Il Tirreno

Versilia

«Sconto il malcontento verso Marcucci»

Donatella Francesconi
«Sconto il malcontento verso Marcucci»

Manfredi spiega così le ragioni della sconfitta. Il sindaco: auguri a tutti

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VIAREGGIO. "Per colpa di Alfredo non mi ha detto sì". Cantava così il Vasco, rocker di casa nostra, e il personaggio della storia tutta emiliana sulla lei di turno che l'ha piantato in asso si lamenta: "Avevo fatto tutti i miei progetti...". Ieri mattina nelle stanze deserte di un Muncipio da "day after", Fabrizio Manfredi, eterno assessore e candidato sconfitto alle primarie del Pd, così analizzava le cause della debacle: «L'immagine di Marco Marcucci da un po' di tempo si è progressivamente appannata. E io ne ho pagato lo scotto». Colpa di Marco, dunque, nel senso del sindaco, dal quale Manfredi ha avuto in "prestito" il capo di gabinetto Moreno Gabrielli che anche i più vicini a Marcucci identificano come colui che avrebbe contribuito a «isolare» dalla città il primo cittadino. «Ha prevalso l'insofferenza - è l'analisi di Manfredi - e una scontentezza della quale, nel tempo, non siamo riusciti ad avere percezione così da provi rimedio. Sicuramente Andrea Palestini ha fatto da catalizzatore di un malcontento che ho pagato in parte io».
 A parlare è lo stesso Manfredi che venerdì sera, alla festa organizzata al "Balena", così galvanizzava i suoi: «Tra la gente siano molto conosciuti e c'è anche un certo affetto. A conforto del fatto che abbiamo svolto fino in fondo il nostro ruolo.

Insomma, abbiamo raccolto segnali che potrebbe anche andar bene...Capace si vince...». È vero, spiega lo sconfitto: «Sentivo intorno un clima positivo...Evidentemente mi sfuggiva quello che c'era dall'altra parte...Ciò detto 2381 preferenze non sono poche...». Alla domanda sul proprio futuro, Manfredi risponde solo: «Mi piacerebbe proseguire nell'attività di partito e con la politica che è stata una fase fondamentale della mia esistenza».
 Nessun commento, invece, dal primo cittadino. Sentito al telefono, Marcucci si limita ad un laconico «faccio gli auguri a tutti». Mentre il suo capo di gabinetto è rientrato al lavoro, come annunciato, blindato nella propria stanza.
 A contraccolpo non ancora assorbito, il Partito democratico fa i conti con le candidature. Alle primarie era possibile dare la propria preferenza anche a uno dei 57 candidati al consiglio comunale. La lista per la quale il Pd si avvia a raccogliere le firme sarà composta dai 30 più votati, 15 uomini e 15 donne. A dirla tutta ci sarebbe sei posti che il partito potrebbe "occupare" chiedendo ai votati di farsi più in là, per il sopravvenire di candidature eccellenti.

Un passo che Andrea Palestini non sembra intenzionato a compiere.
 La più votata tra le donne è stata Chiara Romanini (195), segretaria della Sinistra giovanile, domenica sera palesemente schierata con il vincitore dopo che nelle scorse settimane i giovani del Pd avevano scelto il ruolo di stare a guardare la partita giocata dai "grandi".
 Seguita a ruota da una sostenitrice "storica" della lista "A Sinistra per Veltroni", prima, e di Andrea Palestini, dopo: Elena Tozzi (137), maestra di scuola materna, torrelaghese. Dopo di lei due mogli per ciascuno degli schieramenti: Paola Gifuni (136), giovane legale consorte dell'avvocato Fabrizio Miracolo e Maria Cristina Berti (124), maestra elementare, moglie di Alberto Corsetti, presidente di SeaCom e rappresentante di Manfredi nella commissione del partito per le primarie. Quinta si è posizionata Didala Ghilarducci, consigliera comunale uscente e presidente dell'Anpi cittadino.

Seguono, nell'ordine Simonetta Bertilotti (110), Tenna Liberatore (110), Grazia Sinagra (106), Donata Lucchesi, ex assessore e consigliera della Fondazione Carnevale (103), Monica Bucci (100), Stella Del Carlo, presidente della circoscrizione Viareggio Nuova (85), Laura Ponsi (75), Patrizia Del Carlo (73), Giuseppina Ghiselli, esponente del comitato cittadino del Cotone (62), Maria Cristina Marcucci, avvocato (55).
 
Tra gli uomini, invece, nelle prime cinque posizioni si piazzano Giorgio Fruzza, già consigliere di circoscrizione per "Torre del Lago democratica", in quota a Manfredi (238 voti); Antonio Nicoletti (210), assessore uscente con un lungo passato di consigliere comunale; Giulio Barsacchi (208), figlio del senatore socialista Paolo; David Zappelli (170); Luca Costa, (160) consigliere comunale uscente in quota a Manfredi. Seguono Mauro Morelli (149), Franco Paterni (149), Sandro Picchi (144), Lorenzo Bertoli (137), Antonio Batistini (137), consigliere comunale e capogruppo del Pd, in quota a Manfredi, Gionata Bonuccelli (137), consigliere comunale uscente in quota a Manfredi, Leonardo Betti (133), presidente della "Viareggio Versilia fiori", Marco Dolfi (106), Alfredo Salvetti (102), Sauro Bianchini (100), consigliere comunale in quota a Palestini.

Esclusi eccellenti. Sul fronte dei pro Manfredi, Angelo Dionigi Fornaciari, già consigliere dei Verdi, traghettato nel gruppo misto e poi nel Pd, si ferma a quota 70 voti. Seguito a ruota dall'assessore alla mobilità, Gianfranco Di Fonzo (69 preferenze). Mentre Alessandro Torcigliani, presidente della circoscrizione Centro-Marco Polo, si ferma a 35 con soli 11 preferenze nel seggio di quartiere. Nel consiglio comunale, per la squadra di Palestini, non siederà l'effervescente Foffo Martinelli, stoppato a quota 47.

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