Sicurezza
Un albero alto 25 piani per la nave dei record
Luca Cinotti
Viareggio. Si chiama "Salute" lo sloop lungo 56 metri realizzato dai cantieri Perini per un armatore del nord Europa. Isserà una vela grande come mezzo campo di calcio
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VIAREGGIO. Come un palazzo di 25 piani: più alto della Torre di Pisa, solo di pochi metri al di sotto del campanile di Giotto a Firenze. Lo spettacolo del maxialbero in alluminio di 75 metri che sovrasta “Salute”, lo sloop di 56 metri che Perini ha messo in mare la scorsa settimana, ha già stregato l’intera Darsena Viareggina. E sì che i cantieri versiliesi (e Perini in particolare) sono soliti a sfornare barche da record, come il Falcone Maltese, lo yacht a vela lungo 88 metri. Ma il “Salute”, voluto da un armatore nordeuropeo e costato quasi quaranta milioni di euro, ha conquistato un primato che impressiona: il grande albero, il più lungo al mondo in alluminio, svetta in mezzo alla foresta di centinaia di alberi più piccoli che lo circondano nelle darsene viareggina e che fanno quasi la figura dei nanetti. Stupefacente anche la superficie velica che l’albero sarà in grado di sostenere: 2.900 metri quadri, in pratica poco meno di metà di un campo di calcio. “Salute” è la quinta imbarcazione di una serie che, negli ultimi anni, ha dato grandi soddisfazioni a Perini: quella dei 56 metri Burrasca, Santa Maria, Rosehearty (di proprietà del tycoon Rupert Murdoch) e Selene.
L’ultima arrivata (il 42esimo gioiello nella “parure” di Perini) è stata concepita nel quartier generale di via Coppino, ma la costruzione è avvenuta nei cantieri turchi del gruppo viareggino. Dopo 14 mesi di lavoro nel paese mediorientale, il ritorno a Viareggio per l’allestimento, durato altri 14 mesi. Lo scafo, in alluminio come l’albero, è stato progettato dagli architetti di casa Perini con il contributo di un big della creatività nautica: il neozelandese Ron Holland. Da sogno anche gli interni, che possono ospitare 11 persone e sono state disegnate dal francese Remi Tessier: colori tenui e tanta luce che entra dagli ampi finestroni laterali del salone. Ovunque, poi, spuntano schermi al plasma a scomparsa, collegati con un “cartellone virtuale” che può proiettare centinaia di film e spettacoli “on demand”. Chi vuole venire a Viareggio per ammirare questo capolavoro della nautica avrà meno di due mesi di tempo per farlo: ultimate le rifiniture infatti, il “Salute” partirà come charter per un viaggio nei mari di tutto il mondo. Con un solo, piccolo, inconveniente, come spiega l’amministratore delegato di Perini, Giancarlo Ragnetti: «Per arrivare nel Pacifico dovrà fare il giro da Capo Horn, visto che il ponte del canale di Panama è troppo basso per far passare l’albero».
Il suo posto, però, non rimarrà vuoto per molto: nei capannoni di Perini, infatti, si comincerà a lavorare su un altro 56 metri. Il sesto di una famiglia da sogno che chissà quanti altri record ci potrà regalare.
L’ultima arrivata (il 42esimo gioiello nella “parure” di Perini) è stata concepita nel quartier generale di via Coppino, ma la costruzione è avvenuta nei cantieri turchi del gruppo viareggino. Dopo 14 mesi di lavoro nel paese mediorientale, il ritorno a Viareggio per l’allestimento, durato altri 14 mesi. Lo scafo, in alluminio come l’albero, è stato progettato dagli architetti di casa Perini con il contributo di un big della creatività nautica: il neozelandese Ron Holland. Da sogno anche gli interni, che possono ospitare 11 persone e sono state disegnate dal francese Remi Tessier: colori tenui e tanta luce che entra dagli ampi finestroni laterali del salone. Ovunque, poi, spuntano schermi al plasma a scomparsa, collegati con un “cartellone virtuale” che può proiettare centinaia di film e spettacoli “on demand”. Chi vuole venire a Viareggio per ammirare questo capolavoro della nautica avrà meno di due mesi di tempo per farlo: ultimate le rifiniture infatti, il “Salute” partirà come charter per un viaggio nei mari di tutto il mondo. Con un solo, piccolo, inconveniente, come spiega l’amministratore delegato di Perini, Giancarlo Ragnetti: «Per arrivare nel Pacifico dovrà fare il giro da Capo Horn, visto che il ponte del canale di Panama è troppo basso per far passare l’albero».
Il suo posto, però, non rimarrà vuoto per molto: nei capannoni di Perini, infatti, si comincerà a lavorare su un altro 56 metri. Il sesto di una famiglia da sogno che chissà quanti altri record ci potrà regalare.
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