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Ecco il Meridiano dedicato a Tobino

Ecco il Meridiano dedicato a Tobino

La nipote Isabella: «Viareggio disattenta nei confronti di zio Mario»

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VIAREGGIO. Ci sono voluti sei anni. Una attesa lunga, dovuta anche ad alcune disavventure editoriali. In primis, alla scomparsa di Enzo Siciliano, primo curatore dell'opera. Ma, finalmente, il «Meridiano» della Mondadori dedicato a Mario Tobino è venuto alla luce. E questo pomeriggio sarà presentato ufficialmente a Palazzo Ducale a Lucca. Un volume che è molto di più di una semplice antologia scelta. I «Meridiani», da sempre, rappresentano infatti una sorta di consacrazione definitiva nel panorama letterario. Che, per Tobino, arriva dopo una rinnovata attenzione nei confronti della sua produzione.
 Per Isabella Tobino - nipote di Mario e, insieme al fratello Candido, fra le più attive nel mantenere viva la memoria e il pensiero dello zio - una grande soddisfazione.

 Dopo tanta attesa, arriva in libreria il «Meridiano» dedicato a suo zio Mario. Cosa significa?
 «Vuol dire che Mario Tobino entra a far parte dell'Olimpo della letteratura italiana. Vuol dire aver definitivamente riconosciuto il valore della sua opera. E questo ritengo che sia un risultato importantissimo».

 Non è stato però un parto facile...
 «Purtroppo, specie quando è partito il progetto, ci sono stati non pochi inconvenienti. Primo fra tutti, la morte di Enzo Siciliano, che era stato scelto da Mondadori come curatore del volume. L'altro grosso problema è stata la mole gigantesca di materiale a disposizione: non solo romanzi e racconti, ma anche un fitto carteggio in gran parte ancora inedito. Che ha costretto la professoressa Paola Francia, nel frattempo divenuta nuova curatrice del volume, a compiere un lavoro di selezione particolarmente complesso. Alla fine, però, ritengo che il risultato - nonostante la professoressa Francia sia stata costretta anche a delle scelte talvolta dolorose - sia eccellente».

 Che ruolo avete avuto - in qualità di familiari di Mario - nella stesura del volume?
 «Siamo stati frequentemente interpellati da Paola Francia. E abbiamo avuto modo di esprimere anche le nostre perplessità su alcune scelte che non condividevamo pienamente. Impressioni che poi, in buona parte, sono state tenute in considerazione».

 Ci può fare qualche esempio?
 «In una prima stesura, all'interno del Meridiano non era stato inserito I tre amici, uno dei romanzi più recenti di zio Mario e fra quelli che avevano destato non poche polemiche politiche al momento della sua pubblicazione. Ebbene, quando è stata fatta la scelta finale su cosa selezionare e cosa escludere, il romanzo è stato reinserito».

 Nel Meridiano non c'è invece Sulla spiaggia di là dal molo, il più viareggino fra i romanzi di Tobino.
 «È vero. E questo è stato un altro dei tributi da pagare alla necessità di non poter includere tutte le opere all'interno del volume. Va detto però che se il romanzo ha avuto e continua ad avere un grande successo a Viareggio, forse è fra i più "provinciali" - e lo dico ovviamente senza alcun valore dispregiativo - fra quelli scritto da zio Mario. Alla fine è per questa caratteristica che è stato sacrificato».

 Altri "tagli" dolorosi?
 «Mi spiace che non sia stato inserito Una giornata con Dufenne, scritto quando lo zio era in collegio a Collesalvetti. Ma la Mondadori ci ha assicurato che presto sarà ripubblicato nella collana degli Oscar. E anche questo è un bel risultato, considerato che il libro era ormai introvabile».

 Nel volume, però, ci sono anche molti inediti.
 «Sì. E rappresentano una parte importante del lavoro di raccolta. Fra l'altro i diari - che sono pubblicati nella parte conclusiva del volume - ci aiutano a comprendere meglio il pensiero di Tobino. Si tratta di appunti scritti in piena libertà, dove spesso Mario polemizza vivacemente con gli intellettuali dell'epoca. Fra l'altro ci sono anche molti riferimenti alla vita viareggina dello zio. Alcuni dei quali al limite del pettegolezzo, con tanto di nomi e cognomi. E che sicuramente, in città, faranno discutere».

 Questo pomeriggio è in programma la presentazione ufficiale del «Meridiano». Ma non sarà a Viareggio, bensì a Lucca...
 «Purtroppo Viareggio si è dimostrata spesso disattenta nei confronti di Mario Tobino. Non è un caso che la Fondazione Tobino abbia sede a Lucca. E mi rammarica non poco dover dire che Viareggio si è fatta scippare anche le celebrazioni in occasione dell'anniversario della nascita, il 16 gennaio. Un torto solo in parte rimediato da Rosanna Bettarini con l'istituzione di un premio speciale dedicato a Mario Tobino nell'ambito del premio letterario Viareggio-Rèpaci».

 Viareggio è dunque irriconoscente nei confronti di suo zio?
 «Non so se irriconoscente sia il termine giusto. Certo è che con i suoi figli più illustri - e oltre a Tobino, penso anche a personaggi del calibro di Marcucci, Viani o dello stesso Monicelli - la Viareggio delle istituzioni ha sempre dimostrato una scarsissima attenzione».

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