Il Tirreno

Versilia

Sui viali torna a sfilare la satira politica

Presi di mira Prodi, Berlusconi e la Casta E Gionata Francesconi gioca con se stesso

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VIAREGGIO. Nove carri in concorso. O, forse, sarebbe meglio dire otto, visto che Roberto Vannucci e Carlo Lombardi hanno presentato un «carro doppio» con un unico soggetto (e un unico titolo). Con un ritorno in grande stile della satira politica (o, comunque, di costume) e con il debutto di nuovi personaggi di cartapesta (a cominciare da Beppe Grillo).
 Ecco, nel dettaglio, i carri che si sfideranno in corso a partire dal 20 gennaio. Con due illustri defezioni: Fabrizio Galli e la coppia Politi-Borri, che hanno preferito cimentarsi nella realizzazione delle sculture che adorneranno la Cittadella.

 Pranzo di gala di Alessandro Avanzini. Il trionfatore delle ultime due edizioni si cimenta quest'anno con un grande banchetto a base di maiale, allegoria di un mondo sempre più vorace e che alla fine finisce per fagocitare se stesso. Una satira feroce nei confronti di un mondo sempre più globalizzato, rappresentato da tre figure emblematiche e uniche invitate all'«esclusivo» pranzo di gala.

 Un se ne pò più... caro Re pensaci tu di Massimo Breschi. Autore solitamente di carri d'evasione, quest'anno Massimo Breschi si cimenta nella satira politica. Il carro raffigura infatti un gigantesco re Carnevale che - su una carriola da muratore - porta via Berlusconi e Prodi, ciascuno che calza sul volto la maschera dell'altro. Destinazione del viaggio: una gigantesca discarica.

 Autoritratto di Gionata Francesconi. Pur tenendo fede alla sua vena poetica e un po' felliniana, Gionata Francesconi quest'anno gioca con se stesso. È lui infatti - con tanto di corona in testa - il protagonista principale del carro, che gioca con due burattini dalle sembianze di Burlamacco.

 Uère iz ze party? È qui la festa? di Gilbert Lebigre e Corinne Roger. Onorevoli alla berlina nel nuovo carro firmato Lebigre & Roger. L'emiciclo di Montecitorio diventa infatti il palcoscenico di una sorta di grande party dove i politici - senza distinzione di colori - si divertono beatamente in attesa di prebende, privilegi e pensioni d'oro.

 In nome di chi di Carlo Lombardi e Roberto Vannucci. Due carri in uno. Che all'inizio dovevano rappresentare lo scontro fra Islam e Occidente. E che - dopo i ritocchi «suggeriti» dalla Fondazione - raffigureranno invece una più generica guerra fra Bene e Male. «Annacquato» il soggetto, incuriosisce capire come i costruttori riusciranno a far interagire fra loro i due carri.

 Sortilegio di Franco Malfatti. La realtà e l'illusione. Gioca su questi due mondi apparentemente inconciliabili il nuovo carro di Franco Malfatti. Che abbandona la satira politica abbracciata lo scorso anno senza grande fortuna per puntare sugli effetti cromatici che rappresentano una delle sue cifre stilistiche.

 Ogni scarrafone è bello a mamma soia di Alfredo Ricci. Ancora un carro sulla satira politica che arriva da un costruttore che di rado vi si è cimentato. Protagonista della costruzione di Alfredo Ricci è un gigantesco insetto con alle sue zampe i leader dei due schieramenti politici: da una parte Prodi che allatta il suo «scarrafone»; dall'altra Berlusconi che cerca di ucciderlo con una bomboletta di Ddt.

 Troppi grilli per la testa di Luigi Verlanti e dei fratelli Bonetti. Uno dei nuovi protagonisti della scena politica - Beppe Grillo - irrompe adesso anche sulla scena del Carnevale. Merito di Luigi Verlanti e di Luigi e Uberto Bonetti, che hanno raffigurato il comico genovese nei panni di uno sgradito grillo parlante che i poteri costituiti (politica, finanza, magistratura, religione) vorrebbero schiacciare.

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di Redazione web