Il Tirreno

Versilia

Lavavetri spariti dai semafori

Francesca Tabarrani

Da Viareggio a Lido, senza che nessuno bussi al finestrino

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VIAREGGIO. Polverizzati. Spariti. Invisibili più di quanto di solito non siano perché davvero non ci sono. O, almeno, ieri non c'erano. Stiamo parlando di lavavetri e mendicanti che siamo andati a cercare per la città ma non abbiamo trovato. Strano fatto, visto che di solito sono loro a trovare noi. Un percorso ad anello con partenza dalla Via Coppino: molti semafori; ancor più rotonde; alcune piazze ma nessun risultato. Merito, dice l'assessore Nicoletti, dell'azione delle pattuglie dei vigili urbani.

In direzione Viareggio-Lido abbiamo percorso l'Aurelia fino all'incrocio con la via Italica. Le rotonde, si sa, sono spuntate e stanno spuntando ancora come funghi: a ognuna, abbiamo aguzzato la vista in cerca di scopettoni, secchi d'acqua nera e berrettini calati sugli occhi. Niente: nessuno si è allungato sul parabrezza o ci ha bussato al finestrino per avere qualche spicciolo. Raggiunta l'Italica, l'abbiamo percorsa per un tratto, rientrando in direzione di Viareggio da via Trieste. Superata la fossa dell'Abate, abbiamo seguito il viale Einaudi fino al viale a mare, “drittone” prescelto per il ritorno. Nessuno anche qui: neanche a uno dei tanti semafori a cui ci siamo lentamente avvicinati avendo cura di buttare un occhio anche alla passeggiata. Niente da fare: lavavetri e mendicanti datisi alla macchia. A farci caso, un'assenza quasi inquietante tanto siamo abituati.

Prima di chiudere il giro, tornando al punto di partenza, abbiamo deciso di far tappa in centro, al “Piazzone”, che ieri era rallegrato dalle solite bancarelle del mercato del giovedì. Una passeggiata a piedi “circumnavigando” le logge; qualche passo per le arterie principali che si immettono su piazza Cavour e ritorno all'auto. Con un po'di stupore e una domanda: che fine avranno fatto? Il nostro sguardo indifferente - di quell'indifferenza che viene non tanto dalla cattiveria quanto dall'abitudine - non aveva potuto sostare su nessun braccio teso, su nessuna gamba magra. E, neanche una volta, nel giro di un'oretta, avevamo avuto una scusa per sbuffare un po'.

Il motivo lo spiega l'assessore Antonio Nicoletti: «Le nostre pattuglie in borghese hanno fatto un grande lacoro nei primi giorni dell'ordinanza. Hanno identificato i mendicanti e, le prima volta, li hanno invitati ad allontanarsi». Una sorta di moral suasion (con la minaccia dell'ammenda), alla quale è seguito, in caso di mancato rispetto, l'elevazione della contravvenzione: «In quattro o cinque casi - conferma Nicoletti - abbiamo fatto una multa a chi non si era allontanato».

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