Il Tirreno

Versilia

"Viareggio", ribellione in giuria

Bufera per quattro nuove nomine. Il Comune: il Premio a ogni costo

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Da una parte la presidente del Premio Viareggio-Repaci, Rosanna Bettarini, con la parte di giurati che la sostiene. Dall’altra Giorgio Van Straten e il resto della giuria, schierati contro la nomina dell’ultimo minuto di quattro nuovi membri (Giorgio Amitrano, orientalista; Giuseppe Leonelli e Simona Costa, italianisti; lo scrittore Mario Graziano Parri).

Nomi che la segreteria del premio letterario, nella persona della scrittrice Alba Donati, spiega «di non aver nemmeno registrato, al punto che non ho neppure i numeri di telefono». Lei, come Elisabetta Rasy, Giorgio Ficara e «molti altri» si sono schierati con Van Straten. Quest’ultimo, statuto alla mano, un mese fa ha scritto al Comune di Viareggio sostenendo «l’illegittimità delle nuove nomine» e chiedendo a sindaco e assessore alla cultura di «ripristinare la corretta gestione» del premio intitolato a Leonida Repaci. La risposta è arrivata, nelle parole dell’assessore Cristina Boncompagni che ricorda la priorità dell’amministrazione: «Garantire il corretto svolgimento di un premio che appartiene a tutta la città».

A costo di “commissariare” i litiganti se nella riunione del 29 agosto prossimo, dalla quale devono uscire i titoli vincitori delle quattro sezioni, apparisse chiaro che il buon esito del premio (la cui cerimonia conclusiva è fissata per il giorno dopo al cinema-teatro “Eden” in Passeggiata) potesse essere compromesso. Dal canto suo, la presidente del premio attacca le troppe assenze dei giurati: alla riunione di giugno le defezioni sono state tali da rischiare di non avere il numero legale. Ecco, dunque, - sostiene Bettarini - il motivo delle nuove nomine dentro un tetto massimo di 21 membri che la giuria non aveva raggiunto. E che viene, invece, ritenuto indispensabile affinché il giudizio finale possa essere considerato «realmente vincolante».

All’annuncio che Giorgio Van Straten potrebbe non partecipare all’incontro del 29 agosto - con una decisione che lui stesso definisce «personale, individuale, che prenderei solo in ultima istanza ma, se non ci sono correzioni, non credo di voler partecipare a questo tipo di giuria» - si somma quella dell’esclusione dalla rosa dei finalisti del premio del libro-inchiesta “La Casta” (il più letto dell’estate) scritto a quattro mani da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Proposto dalla presidente Bettarini, ha ottenuto meno dei cinque voti necessari per accedere alla scrematura finale.

L’ultima parola sul contenzioso di fine estate è quella del sindaco Marco Marcucci: «Mi sono occupato di quanto andava accadendo quando ho ricevuto la lettera di Van Straten, ritenendo che fosse questione complessa di competenza della giuria».

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