Il Tirreno

Versilia

Espone alla finestra la bandiera dei fascisti

Luca Basile
Espone alla finestra la bandiera dei fascisti

Il padre del vicesindaco inneggia alla Decima Mas. Proteste e condanne di partigiani e politici

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PIETRASANTA. La bandiera «macchiata» sventolava su via Marconi da una decina di giorni. Sventolava perché, vuoi per motivi di ordine pubblico o vuoi ancora per il buon senso ritrovato, nel pomeriggio di ieri è stata tolta. Qualcuno, però non voleva credere ai propri occhi. «Ma come, da Seardo - il negozio di agraria di proprietà dei Giovannetti e dove, al primo piano abita Adriano, padre del vice-sindaco Alberto - esibiscono un vessillo della decima mas e noi non facciamo niente?». Scatta il passaparola, arrivano le prime foto, cresce la rabbia. «Vergogna. Non ho altre parole per definire tutto ciò - afferma Enrico Pieri, presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna - se il vice-sindaco Giovannetti ha delle responsabilità, si deve subito dimettere perché è stata offesa la memoria di tante persone».

Enio Mancini, ex responsabile del Museo della Resistenza, ha la voce che trema. «Il 17 aprile del 1944 ci fu uno scontro a fuoco fra una formazione della decima mas ed un gruppo di partigiani alle pendici del Gabberi. Uno di questi partigiani venne catturato dai fascisti: fu seviziato, gli venne tagliato un orecchio ed infine evirato. Era un ragazzo sardo, fu la prima di una lunga serie di vittime. Oggi riposa al cimitero di Farnocchia. Ecco, questo era la decima mas, formazione responsabile di alcune delle più dolorose stragi della storia del nostro paese. Ma come fa, Pietrasanta, a macchiarsi di tanto disonore. Giovannetti dovrebbe solo scusarsi e con lui gli autori di questo insulto a chi ha sofferto e ancora oggi continua a soffrire. Suo padre Adriano? Lo conosco, con lui è impossibile discutere».

Davanti a casa Giovannetti si sono radunati una trentina di persone: rabbia e silenzio rispondono allo sventolio del simbolo contestato. «Davvero Giovannetti liquida la nostra protesta come azione gestita dal sottoscritto perché mosso da odio personal nei suoi confronti? Ma vogliamo scherzare? Per quanto mi riguarda sono incapace di odiare così come sono incapace di ascoltare simili stupidaggini. Giovannetti non faccia il furbo: la vergogna sta nel fare sventolare un simile simbolo dalla finestra di una casa. E questa casa, se non sbaglio, appartiene alla famiglia del vice-sindaco», replica secco Marco Bonuccelli, capogruppo provinciale di Rifondazione Comunista. Perplesso Jacopo Cappuccio, segretario della Margherita. «E’ un insulto alla memoria storica, è un qualcosa di inopportuno in un momento dove serve tutto meno che la divisione. E’ un danno anche nei confronti di chi prova ad integrarsi».

Grazia Cordoni, segretaria dei Comunisti Italiani parla di «provocazione studiata per spostare l’attenzione su altri argomenti. La bandiera sventola da giorni e, ne sono convinta, tutta la maggioranza ne era a conoscenza. Una vergogna», mentre Domenico Lombardi, capogruppo dei Ds, definisce l’esposizione del simbolo, «un’offesa ai martiri di S.Anna. Il sindaco, da garante della città, si faccia carico e risolva questa nuova e dolorosa situazione». Lapidario Francesco Lorieri, Verdi. «Già in passato uomini della maggioranza avevano inciampato in simili vicende: sindaco e giunta diano una seria risposta”.

Pietro Lazzerini, capogruppo di Rc, ricorda «che si avvicina il 12 agosto, giorno della memoria e del ricordo della strage di S.Anna. Lo si fa, a Pietrasanta, nel modo peggiore, con un gesto che è un’offesa al ricordo storico della Resistenza». E questa sera, ore 21, ritrovo nel piazzale della Croce Verde per organizzare una protesta «contro chi non sembra ricordare - dice Piero Pelletti - il sottoscritto, ad appena undici anni, fu messo contro un muro dai tedeschi insieme ad duecento altre persone a Capezzano Monte, il giorno stesso in cui ci fu la strage di S.Anna. Noi non possiamo e non vogliamo dimenticare».

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