Il Tirreno

Versilia

A 15 anni vu cumprà, Rashid racconta la sua storia

Francesca Tabarrani
A 15 anni vu cumprà, Rashid racconta la sua storia

Tutti i giorni vende in spiaggia asciugamani e tovaglie, In Marocco è uno studente di terza media. E a settembre conta di tornarci

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MARINA. Ore 10.30, bagno Firenze. Il sole pulito del mattino rischiara la sabbia e tutto ciò che ci si aspetta di trovare sui nostri lidi in un giorno infrasettimanale di mezza estate. In una girandola di accenti fiorentini e pratesi, un quadretto da pittura a olio: nonne e nonni con i loro nipoti, mamme con pancioni, thermos e passeggini. E poi il lato meno idilliaco della “fauna” da spiaggia nostrana: tantissimi venditori abusivi. Sono senegalesi e marocchini soprattutto. Oltre a famiglie di nomadi impegnati in una “villeggiatura” permanente fatta di pretenziose e continue richieste di cibo o denaro. Ma anche questo ci aspettavamo: perché - è triste ammetterlo - ma ormai ci siamo abituati. Quello a cui, forse, non siamo ancora abituati, è ciò in cui ci imbattiamo più tardi. Il bambino venditore. Ore 15.30. Dalla passerella sulla nostra destra arrivano delle grida. Un uomo di statura media, con la pelle abbrustolita dal sole e le braccia cariche di “roba”, urla qualcosa da sotto il suo cappello di paglia.

Seguiamo la direzione di quella lingua sconosciuta e scopriamo che quelle frasi che tanto assomigliano a ordini - ripetute con concitazione almeno due volte - si rivolgono a una figura esile che sta attraversando la spiaggia poco più in là, al bagno Sorriso. Mosso da direttive che per noi rimangono oscure, quel profilo che ora riconosciamo meglio come quello di un ragazzino, piuttosto basso e magrino, posa la sua mercanzia su una sdraio e si incammina verso la parte alta della spiaggia, verso le cabine. Passano pochi minuti e ne vediamo spuntare un altro che, ora, viene verso di noi. Asciugamani, tovaglie, canovacci: il ragazzo, cappellino in testa e sorriso incerto, è lì per vendere. La storia di Rashid. Ci mettiamo a chiaccherare con lui e scopriamo che è già la seconda estate che è qua: Rashid - così dice di chiamarsi - è marocchino, di Marrakesh. La pelle liscissima e la peluria appena accennata del viso non lasciano dubbi sulla sua giovanissima età: «Ho quindici anni», dice. Guarda caso, proprio l’età che, in Italia, segna il confine fra il lavoro minorile e quello legittimo.

Mentre le trattative sulle tovaglie fiorite vanno avanti, Rashid, titubante, racconta qualcos’altro di sé: nel suo paese studia, fa la terza media, starà qua fino a settembre e poi tornerà a casa. Gli chiediamo se è venuto con i genitori, ma no, risponde di essere da solo. Ma è proprio da solo o magari “accompagnato” da quel signore che poco prima sbraitava contro un altro ragazzino che avrà avuto più o meno la stessa età? Vorremmo capirlo e così temporeggiamo sull’acquisto, dicendo - come fanno tutti - che non abbiamo soldi. Torneremo a cercarlo dopo una mezz’ora nella piazzetta davanti ai bagni Firenze, Sorriso e Biancamano, dove si trova il passaggio di libero accesso alla spiaggia, da cui il ragazzo, come gli altri abusivi, passa per andare in cerca di clienti. «Tutti i giorni, nel primo pomeriggio - racconta Sabrina Tagliatti, di Ferrara, in vacanza a Marina - vedo questi ragazzi che vendono asciugamani. Sono due in particolare.

Prima arriva un uomo adulto, alto, con la pelle scura e i baffetti, che, solitamente, grida contro questi ragazzini. Sembra che lui sia il capo, che gli dia degli ordini e loro debbano eseguirli... Anche l’anno scorso avevo visto ragazzini a vendere, ma l’uomo “grande” mai». Carla Cipriani, di Pietrasanta, conferma che la scena a cui abbiamo assistito è, in realtà, ricorrente: «Ho visto più di una volta i ragazzini che vendono asciugamani. Si ritrovano nella piazzetta davanti ai bagni». È in quella piazzetta che poco dopo, soldi in mano come d’accordo, andiamo per ritrovare Rashid. Sono le 16 ma non vediamo nessuno. Facciamo il giro, passando dietro il ristorante “Le Grand Bleu” e torniamo in spiaggia, sempre al bagno Firenze.

Con nostra sorpresa Rashid ci sta aspettando, è seduto a un ombrellone vicino al nostro: ci sediamo anche noi e il ragazzo, timidamente, si sposta accanto a noi. Quattro canovacci a dieci euro «solo per noi» e qualche informazione in più. Vive a Camaiore con il fratello, e potrebbe farci avere quelle tovaglie che tanto “vorremmo”, chiedendole al magazzino di Firenze. Intanto, la sua giornata di lavoro proseguirà: «al bagno Anna», dice. Se vogliamo, lo troviamo là.

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