Il Tirreno

Versilia

Istituti scolastici in ginocchio per le bolette sui rifiuti

Luca Cinotti
Istituti scolastici in ginocchio per le bolette sui rifiuti

Unanime grido d’allarme dei presiddi: non ce la facciamo a pagare. Al Marco Polo un conto da 23mila euro

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VIAREGGIO. La lancetta gira, il calendario passa dal 2006 al 2007, ma la stangata della Tia per le scuole rimane immutata. Anzi, se niente c’è, diventa un po’ più pesante. «Una situazione drammatica», la definisce senza mezzi termini il dirigente amministrativo dell’istituto Marco Polo-Viani, Giuliana Barsella, che si è vista recapitare una bolletta di 23.611,30 euro. Rispetto all’anno scorso c’è stato un aumento di circa 800 euro. «Anche se - dice Barsella con un mezzo sorriso - quest’anno la bolletta ci è arrivata in due tranche, cosicché può sembrare un po’ più bassa». Non che - in fin dei conti - qualche centinaia di euro in più o in meno faccia una grande differenza: «Siamo morosi dal 2004 - spiega infatti la dirigente - per un cifra complessiva che va oltre i 72mila euro». Un debito che cresce a dismisura e nei confronti del quale le scuole, con i loro magri finanziamenti, non riescono a fare fronte. «L’anno scorso, dal ministero, abbiamo ricevuto solamente 1.400 euro» conferma Barsella.

La situazione dell’istituto comprensivo Marco Polo è “doppiata” da quelle di altri istituti, come le Lenci del Varignano. In questo caso la bolletta dei rifiuti si aggirerebbe ben oltre i 60mila euro. Sono, infatti, proprio le direzioni didattiche e gli istituti comprensivi, che hanno accorpato più scuole, a soffrire del caro-Tia, visto che la tariffa è calcolata a partire dall’estensione in metri quadri. E poi ci sono le particolarità: «Noi, ad esempio, abbiamo tre palestre, che vengono utilizzate con regolarità anche dalle società sportive - spiega Barsella -. E poi ospitiamo anche, da una decina d’anni, classi di altre scuole che hanno al loro interno lavori di messa a norma. E di tutto questo non è mai stato tenuto conto». Va un po’ meglio (ma senza certo navigare nell’oro), invece, la situazione per le superiori. Anche per quelle più grandi, come il liceo scientifico Barsanti e Matteucci. «Abbiamo ricevuto una bolletta che per tutto l’anno - spiega il preside Mario Regali - va sui diecimila euro.

C’è stato un piccolo progresso rispetto al conto dell’anno precedente, ma la nostra scuola è quasi in pari con i pagamenti». Un risultato che le superiori possono ottenere grazie a una maggior “flessibilità” delle voci di bilancio: «Fino all’anno scorso infatti - spiega il dirigente scolastico dell’istituto di via IV novembre - ricevevamo un finanziamento di diecimila euro per il funzionamento. Che, ovviamente, andava assorbito quasi tutti proprio dalla tassa sui rifiuti». Certo è che gli anni passati - soprattutto per le materne e le elementari - hanno portato il debito a gonfiarsi a dismisura. Anche perché sono andati a vuoto tutti gli incontri con l’amministrazione per ottenere un finanziamento che andasse in parte a coprire i costi dello smaltimento dei rifiuti: anche i bilanci comunali, com’è noto, non se la passano bene. E, almeno per ora, è scongiurato un ulteriore rischio: quello che una banca “anticipi” i soldi del pagamento al Comune per poi rivalersi sulle scuole. «L’amministrazione - spiega Barsella - non procede certo a pignorare beni che poi sono i suoi. Un privato, soprattutto un istituto di credito, si comporterebbe molto probabilmente in maniera completamente diversa».

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