Gioco
Migliaia di abusivi in spiaggia, sarà guerra. Oppure inciucio...
Versilia: il fenomeno dilaga e diventa anche un pendolare. Sindaci divisi tra vigilantes e dialogo
4 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Arrivano anche i vigilantes contro l'esercito di abusivi che ogni giorno invadono come formiche le spiagge versiliesi. Lo ha deciso il sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola: «Tolleranza zero? Di più, se possibile». Anche gli altri sindaci versiliesi sono concordi sul pugno duro. Però c'è chi propone la linea del dialogo: «Perché non provare a regolarizzare il fenomeno?», chiede Umberto Buratti, sindaco di Forte.
Un altro aspetto che trova tutti d'accordo è che, come spiega il sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, presidente dell'Anci toscana, «il problema dell'abusivismo è molto complesso: finché si fa repressione i risultati si ottengono, però appena si allentano i controlli gli abusivi rispuntano fuori». E d'altra parte, aggiunge Fontanelli, per utilizzare una task force impegnata solo contro l'abusivismo «occorrono risorse economiche che non ci sono». Un bel rompicampo. Proviamo a capirci qualcosa.
Balneari in rivolta. Il punto di partenza è che il fenomeno dell'abusivismo sulle spiagge è in crescita, toccando livelli ormai insopportabili. A destra come a sinistra. «Il pugno di ferro contro l'abusivismo è un impegno ormai bipartisan», osserva Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta.
Nei giorni scorsi Francesco Belli, presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, ha lanciato un grido di allarme: «Il limite è colmo, forze dell'ordine e vigili si impegnano ma il problema resta senza soluzione. Furti nelle cabine, accattonaggio, vendite abusive, offerte di massaggi: quanto accade sulla spiaggia, negli ultimi tempi, è cosa pesante e anche pericolosa».
Chi gestisce l'abusivismo. Non è più insomma il venditore senegalese di qualche anno fa, figura pittoresca e amabile, personaggio insostituibile del presepe vacanziero. Ormai sono migliaia i venditori che ogni mattina vengono catapultati sulle spiagge della Versilia dai comuni e dalle province limitrofe. «Dalle città i venditori abusivi si spostano sulle coste marine dove c'è il popolo dei vacanzieri. Vanno dove ovviamente c'è gente e mercato», spiega Fontanelli.
L'offerta dunque è aumentata in termini esponenziali, alimentata e organizzata dall'industria dell'abuvisismo, zona d'ombra ad oggi non indagata e repressa. Il pugno duro delle forze dell'ordine arriva in genere nella fase terminale. Colpisce il venditore intento a guadagnarsi la sua misera giornata, e non chi lo alimenta, lo organizza e lo ristora.
«Colpire gli acquirenti». Con l'offerta è aumentata anche la domanda. Sì, se fate un giro tra gli ombrelloni il coro degli scocciati, di chi non sopporta ogni 5 minuti di essere disturbato da venditori abusivi, magari mentre sonnecchia o legge, è quasi unanime. Però c'è anche chi insegue la griffe falsa ma quasi vera, e su questa domanda fanno leva i venditori abusivi più organizzati ed esperti. Per questo il sindaco Umberto Buratti, ex presidente dei balneari, sostiene che al primo punto del piano repressivo deve figurare la lotta contro gli acquirenti di merce contraffatta. «Le multe devono essere salate perché se si reprimono gli acquirenti i venditori sono costretti ad andarsene», spiega Buratti.
Il piano della prefettura. Se questo è il quadro, la strada finora percorsa è quella della repressione. Nei giorni è scattata l'operazione «Estate sicura» in Versilia, elaborata dal prefetto di Lucca Carmelo Aronica, d'accordo con i comuni interessati. Un piano che prevede l'invio di poliziotti e carabinieri, (solo per Viareggio saranno novanta in più rispetto agli attuali organici) e punta a combattere i i furti nelle ville, l'immigrazione clandestina nelle Pineta di Viareggio, le stragi del sabato sera, ma anche la lotta ai venditori abusivi.
Bertola, il battagliero sindaco di Camaiore, ha deciso di costituire una task force in cui figurano anche vigilantes privati: «La spiaggia e la passeggiata devono essere vigilate mattino, pomeriggio e sera almeno fino all'una di notte. Se qualcuno vuol vendere le borse false, le cinture contraffatte, ninnoli vari dovrà cercare di farlo a notte fonda», tuona Bertola.
Così regolarizzo gli abusivi. Basteranno queste forze e questi piani? Lo scetticismo è diffuso tra gli stessi sindaci. Ecco perché Buratti, che pure è uno dei fautori del pugno di ferro contro l'abusivismo, sta riflettendo su quella che definisce «una proposta-provocazione». Che proviamo a riassumere così: se la repressione è insufficiente rispetto al dilagare del fenomeno, perché non provare a dialogare con gli abusivi per regolamentare il fenomeno. Con un discorsino tipo questo: se voi, venditori abusivi, anziché in cento venite in trenta, e vi limitate a passeggiare per la battigia, senza disturbare...
Mario Lancisi
Un altro aspetto che trova tutti d'accordo è che, come spiega il sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, presidente dell'Anci toscana, «il problema dell'abusivismo è molto complesso: finché si fa repressione i risultati si ottengono, però appena si allentano i controlli gli abusivi rispuntano fuori». E d'altra parte, aggiunge Fontanelli, per utilizzare una task force impegnata solo contro l'abusivismo «occorrono risorse economiche che non ci sono». Un bel rompicampo. Proviamo a capirci qualcosa.
Balneari in rivolta. Il punto di partenza è che il fenomeno dell'abusivismo sulle spiagge è in crescita, toccando livelli ormai insopportabili. A destra come a sinistra. «Il pugno di ferro contro l'abusivismo è un impegno ormai bipartisan», osserva Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta.
Nei giorni scorsi Francesco Belli, presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, ha lanciato un grido di allarme: «Il limite è colmo, forze dell'ordine e vigili si impegnano ma il problema resta senza soluzione. Furti nelle cabine, accattonaggio, vendite abusive, offerte di massaggi: quanto accade sulla spiaggia, negli ultimi tempi, è cosa pesante e anche pericolosa».
Chi gestisce l'abusivismo. Non è più insomma il venditore senegalese di qualche anno fa, figura pittoresca e amabile, personaggio insostituibile del presepe vacanziero. Ormai sono migliaia i venditori che ogni mattina vengono catapultati sulle spiagge della Versilia dai comuni e dalle province limitrofe. «Dalle città i venditori abusivi si spostano sulle coste marine dove c'è il popolo dei vacanzieri. Vanno dove ovviamente c'è gente e mercato», spiega Fontanelli.
L'offerta dunque è aumentata in termini esponenziali, alimentata e organizzata dall'industria dell'abuvisismo, zona d'ombra ad oggi non indagata e repressa. Il pugno duro delle forze dell'ordine arriva in genere nella fase terminale. Colpisce il venditore intento a guadagnarsi la sua misera giornata, e non chi lo alimenta, lo organizza e lo ristora.
«Colpire gli acquirenti». Con l'offerta è aumentata anche la domanda. Sì, se fate un giro tra gli ombrelloni il coro degli scocciati, di chi non sopporta ogni 5 minuti di essere disturbato da venditori abusivi, magari mentre sonnecchia o legge, è quasi unanime. Però c'è anche chi insegue la griffe falsa ma quasi vera, e su questa domanda fanno leva i venditori abusivi più organizzati ed esperti. Per questo il sindaco Umberto Buratti, ex presidente dei balneari, sostiene che al primo punto del piano repressivo deve figurare la lotta contro gli acquirenti di merce contraffatta. «Le multe devono essere salate perché se si reprimono gli acquirenti i venditori sono costretti ad andarsene», spiega Buratti.
Il piano della prefettura. Se questo è il quadro, la strada finora percorsa è quella della repressione. Nei giorni è scattata l'operazione «Estate sicura» in Versilia, elaborata dal prefetto di Lucca Carmelo Aronica, d'accordo con i comuni interessati. Un piano che prevede l'invio di poliziotti e carabinieri, (solo per Viareggio saranno novanta in più rispetto agli attuali organici) e punta a combattere i i furti nelle ville, l'immigrazione clandestina nelle Pineta di Viareggio, le stragi del sabato sera, ma anche la lotta ai venditori abusivi.
Bertola, il battagliero sindaco di Camaiore, ha deciso di costituire una task force in cui figurano anche vigilantes privati: «La spiaggia e la passeggiata devono essere vigilate mattino, pomeriggio e sera almeno fino all'una di notte. Se qualcuno vuol vendere le borse false, le cinture contraffatte, ninnoli vari dovrà cercare di farlo a notte fonda», tuona Bertola.
Così regolarizzo gli abusivi. Basteranno queste forze e questi piani? Lo scetticismo è diffuso tra gli stessi sindaci. Ecco perché Buratti, che pure è uno dei fautori del pugno di ferro contro l'abusivismo, sta riflettendo su quella che definisce «una proposta-provocazione». Che proviamo a riassumere così: se la repressione è insufficiente rispetto al dilagare del fenomeno, perché non provare a dialogare con gli abusivi per regolamentare il fenomeno. Con un discorsino tipo questo: se voi, venditori abusivi, anziché in cento venite in trenta, e vi limitate a passeggiare per la battigia, senza disturbare...
Mario Lancisi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
