Il Tirreno

Versilia

Emanuele Filiberto scommette sulla Versiliana e diventa socio

Luca Basile
Emanuele Filiberto scommette sulla Versiliana e diventa socio

Anche il discendente di Casa Savoia tra i nuovi sostenitori della Fondazione

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MARINA. Il nuovo socio risponde al nome di Vittorio Emanuele Filiberto di Savoia. Per intendersi, il Principe, che dopo aver fatto sosta due giorni fa al talk show griffato Caffè, è passato in segreteria per firmare la sua adesione al progetto Versiliana. «Una testimonianza importante, e non è la prima, che arriva dagli ospiti della nostra kermesse. Abbiamo raggiunto quota 70 soci, per un incasso complessivo di 15 mila euro», spiega Massimiliano Simoni, presidente della Fondazione, a margine di una conferenza stampa di presentazione della stagione, svoltasi ieri mattina, volutamente dai toni bassi, dopo l’improvvisa scomparsa del direttore artistico Franco Martini. «Una perdita importante - dice Simoni - non abbiamo più con noi un amico ed un grande esperto di teatro. L’ultimo cartellone pensato da Martini, che sarà proposto in questa stagione, è di certo il migliore di tutti, per qualità di appuntamenti e protagonisti. Franco non potrà seguirlo, come avrebbe voluto, ma resterà la sua traccia, la sua idea, la sua voglia di spendersi per il teatro».

A livello pratico, come gestirete l’assenza di Martini, che seguiva fino all’ultimo dettaglio, prima della messa in scena di una qualsiasi rappresentazione? «Il lavoro era già stato impostato; c’è un’equipe valida, che saprà come muoversi. Non vedo problemi, anche se la competenza di Martini, le sue immense capacità professionali ed umane saranno impossibili da colmare. Per quanto riguarda il domani, e per il domani intendo la stagione di prosa invernale e la prossima edizione estiva in Versiliana, tutto è ancora da decidere. Vedremo. Per il momento - continua Simoni - collaboreremo con i figli di Franco, i nostri amici Simone e Francesca». E proprio Simone Martini ringrazia tutte quelle «che ci sono state e ci sono vicine, in questo difficile momento. Mio padre e Massimiliano Simoni, non solo collaboravano a questo progetto, ma erano dei veri amici. Da parte della mia famiglia c’è la piena disponibilità a dare una mano al festival, progetto che aveva una grande importanza per nostro padre».

Si torna a parlare di teatro. «La prima nazionale del Satyricon, diretto da Renato Giordano, ha ottenuto riscontri molto importanti, sia di critica che di pubblico. Un inizio importante, che sarà suggellato da una trasmissione Rai. A conferma che il Festival privilegia produzioni di un certo livello culturale, che certo non garantiscono gli incassi di un concerto di musica leggera - aggiunge Simoni - ma avvicinano le persone a questo genere di proposte. Poi, puntiamo anche su altro e quest’anno crediamo davvero molto nella settimana dedicata agli anni 80, fra musical, concerti, talk show, cene e feste a tema». Mentre è possibile un fuori programma di un nuovo spettacolo, in prosa, di Massimo Ranieri, è Giordano a tornare a parlare del suo Satyricon. «Per quello che ha rappresentato, con la scomparsa di Martini, questa proposta mi resterà nel cuore. Come si lavora con il duo Albertazzi-Placido? Semplice non è, ma è altamente gratificante, perché sono garanzia di una messa in scena di alto livello».

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