Il Tirreno

Versilia

Reti antimeduse al largo per proteggere i bagnanti

Reti antimeduse al largo per proteggere i bagnanti

Si discute la proposta lanciata a un convegno della Provincia contro il fenomeno che danneggia il turismo

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VIAREGGIO. Se si potessero mangiare (qualcuno lo fa, per esempio in Estremo Oriente, ma dalle nostre parti non è un’abitudine) le meduse potrebbero sfamare un continente. Ogni anno arrivano e ripartono, leggere quanto insistenti, belle quanto pericolose, seguendo le correnti e condizionando le vacanze a migliaia di turisti. Per ora hanno deciso di fermarsi ad una settantina di metri dalla costa versiliese: ammassate a migliaia come i soldati al fronte. Se e quando decideranno di attaccare, nessuno lo sa. Nell’attesa si studiano le strategie per difendersi. Nessuna invasione militare, però: quello che preoccupa gli stabilimenti balneari sono le meduse. Un tema che interessa anche l’ex ct della nazionale Marcello Lippi il quale, sorprendendo tutti, decide di trascorre il primo anniversario del giorno più bello della sua vita, la vittoria ai mondiali in Germania lo scorso anno, ad un convegno sulle meduse.

L’iniziativa, organizzata dall’assessore alla protezione civile della Provincia di Lucca, Emiliano Favilla, insieme ai colleghi dell’ambiente, Maura Cavallaro e del turismo, Patrizio Petrucci, ha coinvolto l’Azienda di promozione turistica Viareggio e Versilia con il direttore Renato Baldi, la Capitaneria di porto i Comuni versiliesi e i rappresentanti dell’associazione balneari. Per la verità nessuno si aspettava di trovarsi di fronte, oltre agli esperti di meduse, anche Marcello Lippi, se pur in veste di viareggino e amante del mare, ma tutti sembrano aver gradito la sorpresa. «Del resto - ha spiegato l’ex commissario azzurro e mondiale - quello delle meduse è un problema che ci riguarda tutti e che rischia di danneggiare la nostra economia turistica». Ne sono convinti anche gli amministratori provinciali. «Dobbiamo trovare delle soluzioni - osserva Favilla - perché non si ripetano le situazioni di emergenza degli scorsi anni con l’invasione delle meduse a riva». Tra le ipotesi, avanzate da balneari e esperti presenti all’incontro, la sistemazione di reti di contenimento che impediscano alle meduse di raggiungere la riva.

In alternativa potrebbero essere chiamati in soccorso degli stabilimenti i pescherecci viareggini per ripulire le acque di fronte alla costa dalla minaccia gelatinosa. «Dovremo studiare quale soluzione sia più efficace - aggiunge Favilla - oltre che compatibile con le normative della Capitaneria di porto. La sperimentazione potrebbe partire già il prossimo anno». Intanto però occorre dare una corretta informazione ai turisti «anzitutto - continua l’assessore - facendo saper loro che le meduse delle nostre coste non sono pericolose». Poi dovranno essere messi in campo finanziamenti regionali e statali, come suggerisce l’assessore e vicepresidente Petrucci, per conoscere meglio in fenomeno delle invasioni di questi animali, con ogni probabilità legato al surriscaldamento delle acque marine ma, fino ad oggi, caratterizzato anche da una certa ciclicità in base alla quale, spiegano gli esperti, l’anno nero per la Versilia non sarà il 2007 ma il 2014.

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