Il Tirreno

Versilia

Sulla Versiliana aleggia il mito di Mina

Luca Basile
Sulla Versiliana aleggia il mito di Mina

I successi della Tigre ripercorsi da Corna, Tatangelo, Paola e Chiara

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PIETRASANTA. Tutti vogliono la prima fila: sponsors, politici, «amici di», ragazzini griffati. «Batti in aria le mani» ed è già Buon Compleanno Estate, tributo alla Bussola, ai cinquant’anni del debutto di Mina sul palco glorioso pensato da Sergio Bernardini. C’è un altro Bernardini, Mario, il figlio, in ansioso peregrinare fra platea e camerini: è lui l’organizzatore della serata della Versiliana che, registrata lunedì sera, andrà in onda su Raidue il prossimo 21 luglio. In realtà a peregrinare sono in tanti, alla ricerca di un posto. «No, qui è occupato», ci dicono. «Potrebbe scalare di posto?».

Certo, che problema c’è, ma al terzo rifiuto in zona retrovie ci posizioniamo, incuranti di ogni raccomandazione, in seconda fila: splendida visuale e ci scappa il saluto a casa. Serata ad invito, calca alla biglietteria, l’organizzazione funziona, c’è gente, ma restano vuote, o quasi, le tribunette in fondo al teatro. Elenoire Casalegno e Corrado Tedeschi, i bravi presentatori della serata, provano a scaldare l’ambiente, così come l’orchestra Rai diretta dal maestro Sandro Comini, rigorosamente live, inonda di note il parco in questo prologo della stagione versione Festival che verrà.

«Fatevi sentire, non vi muovete durante la registrazione, divertitevi», è l’appello accorato del regista. Poi arrivano gli sponsors e allora c’è chi viene fatto rapidamente sloggiare dai primi posti: qualche muso lungo dagli sfrattati di turno, mentre il sindaco Massimo Mallegni, il presidente della Banca di Credito Cooperativo Umberto Guidugli, il sindaco di Stazzema Michele Silicani e il presidente del consiglio comunale Gabriele Marchetti, con il naso sotto il palco, si godono le prime inquadrature da piccolo schermo. Già, ma lo spettacolo, direte voi? Lo spettacolo procede, nonostante le registrazioni di show non siano il massimo come scarica di adrenalina: le ugole devote a sua maestà Mina sono tutte certificate alla voce qualità. Anche le snobbate Paola e Chiara, anche Federico e Corinne, le ultime creature messe su da Maria de Filippi con il suo format «Amici».

Il palco è allestito con dovizia di dettagli: giganteggiano, sullo sfondo, foto anni Sessanta di Anna Maria Mazzini, in arte Mina. Un tributo, che solitamente si fa alla memoria, ma che in questo caso è solamente una generosa dimostrazione d’affetto. Il duo Tedeschi-Casalegno si diverte, giocando sulle battute e non esagera nel protagonismo, conducendo con professionalità una serata tutto sommato semplice, fra ballerini, il corpo Rai, modelle e modelli e appunto un plotoncino di belle voci. Omaggio a Mina e alle sue canzoni più importanti, «Parole parole, parole» «Io vivrò», «Acqua e sale», «Grande, grande, grande», «E se domani», «L’importante è finire», «Se Telefonando», «Insieme». All’applausometro sembra vincere, sul filo di lana Silvia Mezzanotte, ex Matia Bazar, voce da paura, davanti a Luisa Corna - che aveva inaugurato lo show con il musicista degli esordi di Mina, Renato Sellani - Irene Grandi e Simona Bencini, già Dirotta su Cuba. Ma consensi a iosa anche per Andrea Mingardi, the soul voice, Anna Tatangelo e, tutto, sommato, per ogni protagonista su palco.

Sul palco non ci va invece il sindaco Mallegni che comunque si ritaglia il suo spazio in televisione, prima mettendo su un siparietto di doppi sensi con Tedeschi, poi consegnando un premio a Miss Italia nel Mondo, la sensuale Antonella Carfi - che in realtà vive in Svizzera, anzi «a Svizzera», come dice lei - come ambasciatrice di Pietrasanta nel corso della sua tournèè. In passerella anche Miss Italia edizione 2006, Claudia Andreatti, capelli corti, fisico da applauso e sguardo luminoso in un mare azzurro. Poi ecco planare sul palco Giorgio Panariello, chiamato a ritirare il premio Bernardini, una targa stilizzata opera di Marcello Giorni. «Da quando non c’è più Sergio, non c’è più nemmeno una certa Versilia», commenta con malcelata amarezza il comico che in Versilia ha iniziato il suo percorso artistico prima di improvvisare un gridolino alla Renato Zero e fuggire veloce a Roma, dove sta girando un film con la regia di Vincenzo Salemme. Il resto è balletti sceneggiati sulla voce di Mina e titoli di coda. Tre ore volate via. Mamma Rai, quando ci si mette, anche grazie all’impegno e alla creatività di Mario Bernardini, riesce ancora a fare degli spettacoli di qualità.

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