Attenzione
Anche Balducci in corsa per il progetto
Parteciperà con il marchio Effebi. E Finedil ha quote in Codecasa 2
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VIAREGGIO. Tutti i grandi volti della nautica viareggina, in un modo o nell’altro, con un nome o con l’altro sono dentro alla grande corsa per il pacchetto di minoranza della Viareggio Porto. In corsa per realizzare i nuovi approdi del Triangolino, della Madonnina e del prolungamento di viale Coppino ma soprattutto in lizza per garantirsi un posto al sole nel porto turistico che sarà. Non manca nessuno, o forse sì. Nel senso che uno dei marchi più prestigiosi nel mondo, quello di Perini Navi, non compare direttamente, ma nemmeno nascosto nelle pieghe delle associazioni di impresa che hanno presentato al Comune le manifestazioni di interesse.
E’ vero che il gruppo leader al mondo nella costruzione di maxi-velieri, in Darsena, dispone attualmente di spazi di ormeggio piuttosto limitati e che buona parte delle barche ormai vengono realizzate in location più confortevoli (vedi i Beconcini di La Spezia o il cantiere turco di Yldiz), ma non vedere Fabio Perini in questa kermesse fatta di grandi imprenditori non lascia indifferenti. Indiretti. La griffe Codecasa, ad esempio, non appare nelle cinque «coalizioni», ma in realtà la Finedil di Cesare Lazzarini ha una partecipazione nel cantiere Codecasa 2. Stesso discorso per Giuseppe Balducci e la sua Overmarine, che da tempo lavora per conto del gruppo Rodrigez attraverso il gruppo Effebi, che ha i capannoni a Massarosa. Balducci, in sostanza, costruisce gli scafi in vetroresina per il gruppo imprenditoriale con la testa in Sicilia: e nella cordata Teseco-Finedil compare proprio la Effebi, «costola nautica» dell’associazione di imprese che ruotano intorno al Principe di Piemonte.
Lazzarini ha anche delle quote di proprietà nel cinque stelle della Passeggiata viareggina e ad un imprenditore del suo calibro non è sfuggita la ghiotta possibilità di una sinergia di grande prestigio: uno dei migliori alberghi della città idealmente collegato con un porto turistico capace di mille posti, con tanto di parcheggi e servizi: per il turismo sarebbe davvero un biglietto da visita degno. I «puri». Poi, in questa sorta di risiko economico-finanziario, ci sono coloro che ci hanno messo direttamente il nome e la faccia. Il caso più evidente è quello di Azimut Benetti, che si affaccia a questa scommessa (anche se non senza perplessità dovute alla reddività della gestione ed al costo complessivo dell’operazione) forte delle esperienze vincenti di Livorno e di Varazze (ma anche della marina di Mosca). Della cordata Sviluppo Porto di Viareggio, quella maggiormente connotata dalla presenza di versiliesi, fa parte Francesco Guidetti e la sua Fipa Yachts. Un gruppo, fondato 25 anni fa, che progressivamente ha guadagnato quote di mercato con marchi come Maiora, Abi Yachts e Cbi Navi. Un’acquisizione, quest’ultima, avvenuta nel 2005 per avere la possibilità di produrre a Viareggio navi di dimensioni fino a sessanta metri. Guidetti, oltretutto, è il responsabile del Consorzio Polo Nautico, una figura di spicco della nostra nautica che ha fiutato nuove opportunità con questo grande porto che sarà realtà prima della fine del 2010. Un altro competitor (inserito nella stessa cordata) è la Sanlorenzo, che si è gettata nell’agone con la holding controllante, la Fly Open: insieme a Guidetti, le due realtà hanno in mano il 50% delle quote che compongono la cordata e di certo non è un interessamento marginale.
L’incognita. Ma ieri è tornato di attualità un altro nome prestigioso della nautica italiana e mondiale, quello del gruppo Ferretti. Che aveva annunciato di sbarcare in prima linea, salvo poi cambiare strategia. Dietro il Consorzio Coop Ravennate, insieme al gruppo Ferragamo, ci sarebbe però l’esperienza, il know how e il peso internazionale proprio del gruppo di stanza sulle sponde dell’Adriatico.
E’ vero che il gruppo leader al mondo nella costruzione di maxi-velieri, in Darsena, dispone attualmente di spazi di ormeggio piuttosto limitati e che buona parte delle barche ormai vengono realizzate in location più confortevoli (vedi i Beconcini di La Spezia o il cantiere turco di Yldiz), ma non vedere Fabio Perini in questa kermesse fatta di grandi imprenditori non lascia indifferenti. Indiretti. La griffe Codecasa, ad esempio, non appare nelle cinque «coalizioni», ma in realtà la Finedil di Cesare Lazzarini ha una partecipazione nel cantiere Codecasa 2. Stesso discorso per Giuseppe Balducci e la sua Overmarine, che da tempo lavora per conto del gruppo Rodrigez attraverso il gruppo Effebi, che ha i capannoni a Massarosa. Balducci, in sostanza, costruisce gli scafi in vetroresina per il gruppo imprenditoriale con la testa in Sicilia: e nella cordata Teseco-Finedil compare proprio la Effebi, «costola nautica» dell’associazione di imprese che ruotano intorno al Principe di Piemonte.
Lazzarini ha anche delle quote di proprietà nel cinque stelle della Passeggiata viareggina e ad un imprenditore del suo calibro non è sfuggita la ghiotta possibilità di una sinergia di grande prestigio: uno dei migliori alberghi della città idealmente collegato con un porto turistico capace di mille posti, con tanto di parcheggi e servizi: per il turismo sarebbe davvero un biglietto da visita degno. I «puri». Poi, in questa sorta di risiko economico-finanziario, ci sono coloro che ci hanno messo direttamente il nome e la faccia. Il caso più evidente è quello di Azimut Benetti, che si affaccia a questa scommessa (anche se non senza perplessità dovute alla reddività della gestione ed al costo complessivo dell’operazione) forte delle esperienze vincenti di Livorno e di Varazze (ma anche della marina di Mosca). Della cordata Sviluppo Porto di Viareggio, quella maggiormente connotata dalla presenza di versiliesi, fa parte Francesco Guidetti e la sua Fipa Yachts. Un gruppo, fondato 25 anni fa, che progressivamente ha guadagnato quote di mercato con marchi come Maiora, Abi Yachts e Cbi Navi. Un’acquisizione, quest’ultima, avvenuta nel 2005 per avere la possibilità di produrre a Viareggio navi di dimensioni fino a sessanta metri. Guidetti, oltretutto, è il responsabile del Consorzio Polo Nautico, una figura di spicco della nostra nautica che ha fiutato nuove opportunità con questo grande porto che sarà realtà prima della fine del 2010. Un altro competitor (inserito nella stessa cordata) è la Sanlorenzo, che si è gettata nell’agone con la holding controllante, la Fly Open: insieme a Guidetti, le due realtà hanno in mano il 50% delle quote che compongono la cordata e di certo non è un interessamento marginale.
L’incognita. Ma ieri è tornato di attualità un altro nome prestigioso della nautica italiana e mondiale, quello del gruppo Ferretti. Che aveva annunciato di sbarcare in prima linea, salvo poi cambiare strategia. Dietro il Consorzio Coop Ravennate, insieme al gruppo Ferragamo, ci sarebbe però l’esperienza, il know how e il peso internazionale proprio del gruppo di stanza sulle sponde dell’Adriatico.
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