Il Tirreno

Versilia

«In città aumentano gli episodi di violenza»

Donatella Francesconi

Il senatore Caprili: mia moglie è stata scippata, ma dopo i rinforzi dobbiamo lavorare sull'accoglienza. La proposta lanciata ad associazioni e servizi sociali

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VIAREGGIO. È appena rientrato dagli Stati Uniti il vice presidente del Senato, Milziade Caprili, che in America è volato per la missione del Comitato di controllo sui servizi di sicurezza. Ed il primo tema locale che tocca è proprio quello dell'allarme che in città sta crescendo relativo a furti, scippi, presenza di nomadi e altro ancora. «Mi dicono che la stazione è diventata impraticabile», spiega: «Ma quando mai a Viareggio è stato così?». Mai. Ma ora - non nega il senatore di Rifondazione - «si colgono elementi di una violenza che nasce anche dalla disperazione di chi arriva in Italia cercando un'America che poi non trova».
Il politico, in questo caso, non parla in teoria. «In pochi giorni - racconta Caprili - mia moglie è stata scippata e a me è stata rubata la bicicletta. Una cosa che mai mi era successa». A ritrovare borsa e documenti della signora Amalia - sottolinea il vice presidente del Senato - «sono stati due cittadini rumeni che si sono rivolti ai carabinieri». Un fatto che racconta «i due volti dell'immigrazione, a Viareggio come nel resto d'Italia. Pensiamo - ricorda Caprili - a cosa accadrebbe nelle famiglie italiane nelle quali vivono tantissimi anziani se non ci fossero le badanti che arrivano dalla Romania o dai paesi dell'Europa dell'Est. Le stesse che vediamo camminare a gruppi in via Battisti, nelle ore di libertà, e che sono ormai una presenza importante nel numero dei residenti in città».

Resta il fatto che la percezione di insicurezza è diventata altissima, che in giro si vendono le bombolette urticanti anti aggressione, che ci sono negozianti che tengono bastoni e si spera non altro nel retrobottega, e che da domenica ci sono in Versilia novanta poliziotti e carabinieri in più. «Di questo ringrazio i vertici della polizia di Stato e dell'Arma che hanno ascoltato le richieste di cui sono stato portavoce. È un numero di rinforzi che non credo si sia mai avuto in zona per l'estate e che so saranno impiegati bene. Detto questo, non si può pensare di circondare la città con l'esercito che non fa entrare più nessuno. Ci hanno provato a Napoli a impiegare i militari e non mi sembra che l'esperimento abbia avuto successo...».
Per arginare la violenza che Caprili non nega sia in crescita anche a Viareggio e comuni della Versilia, il vice presidente del Senato prova a proporre una ricetta: «Se c'è la task force che riunisce polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza, perché non crearne un'altra che lavori, invece, sul fronte altrettanto “caldo” dell'accoglienza?». L'idea bussa alle porte di associazioni, servizi sociali, forze politiche come antidoto «alla preoccupazione che prima o poi, a forza di invocare sicurezza, ci si trovi di fronte alla caccia al diverso in crescita esponenziale».

L'accoglienza che ha in mente Caprili non è solo quella fisica, data da un tetto sulla testa: «Sabato sera ero a cena in un chiosco della pineta di Levante. Sono venuti in tre a chiedere l'elemosina portando con sé bambini e ragazzini. Bene, per me accogliere significa anche usare la mano pesante per stroncare il fenomeno dell'accattonaggio minorile. E questo spetta anche ai servizi sociali».
Mettere in rete l'associazionismo cittadino per avere a portata di mano una serie di interventi che portino a percepire l'“altro” non solo come un pericolo, ma come un pezzo di quell'umanità in cerca di condizioni migliori per vivere che nessuna frontiera potrà mai fermare: la proposta è chiara e aspetta solo di essere recepita. «Siamo ancora in tempo - conclude il vice presidente del Senato - proprio perché, nonostante l'allarme concreto, stiamo comunque parlando di cifre ridotte rispetto alle grandi città. Io credo che tutti insieme dobbiamo provarci».

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