Il Tirreno

Versilia

A offerte aperte, big di nautica ed edilizia Alcuni già gestiscono approdi in Toscana

Cinque cordate per il porto turistico

Donatella Francesconi

A offerte aperte, big di nautica ed edilizia Alcuni già gestiscono approdi in Toscana

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VIAREGGIO. Cinque gruppi in corsa per il porto turistico del futuro, con alcuni dei big di nautica ed edilizia schierati in prima fila. I nomi - solo per citarne alcuni al termine della giornata che ha visto l’apertura delle offerte amministrative per l’acquisizione del 48,51% del capitale sociale della “Viareggio porto” - sono quelli di Azimut, Ferragamo, Sales, Cooperativa muratori riuniti di Ferrara (che gestisce il porto di Ravenna), Teseco, Finedil, Baldassini e Tognozzi.

Con due approdi toscani come Cala dei Medici (Rosignano) e quello in fase di completamento di San Vincenzo pronti a virare verso Nord puntando dritto sulla Versilia. In ballo ci sono 58.940 azioni della società viareggina attualmente pubblica al 99%. Ma anche - secondo i patti parasociali approdati ieri sera in consiglio comunale - la possibilità di aggiudicarsi l’intera proprietà, con diritto di prelazione qualora il Comune «intenda cedere a terzi soggetti privati la restante parte del capitale sociale». Al socio privato che uscirà vincitore dalla corsa a cinque iniziata ieri con l’apertura della prima delle tre buste (la conclusione è prevista per la metà di settembre) gli stessi patti assicurano «una governance della società condivisa ed effettivamente partecipata» in modo che chiunque la spunti possa «apportare le proprie competenze e il proprio know how». Le azioni.

Fatto salvo l’impegno, richiesto espressamente, «a non cedere, in tutto o in parte, le azioni per un periodo pari a cinque anni a partire dalla data di sottoscrizione del patto parasociale» a meno che l’assemblea della Viareggio porto «qualora richiesto dal partner» non «deroghi a detta previsione e deliberi l’autorizzazione alla cessione». Ancora in merito al destino delle azioni acquistate, «il partner avrà comunque facoltà di trasferire le azioni ad altre società sia controllanti del partner che dallo stesso controllate. Salvo l’impegno a far sottoscrivere al nuovo socio il patto parasociale». Che avrà una durata pari a cinque anni a decorrere dalla data di sottoscrizione.

La nuova società. La Viareggio porto privatizzata per la quota di minoranza avrà un consiglio di amministrazione composto da 5 membri (come l’attuale), di cui 3 eletti su designazione del Comune e 2 indicati dal nuovo socio. La scelta del presidente resta in mani pubbliche, ma la società avrà anche un amministratore delegato «prescelto dal consiglio all’interno dei membri eletti su designazione del partner e sarà quello specificamente designato dal partner». Presidente. Al presidente spetta la delega ai «rapporti con le realtà istituzionali, economiche, sociali ed associative, al fine di assicurare la soddisfazione dell’interesse pubblico nella erogazione del servizio ed il rispetto dei diritti degli utenti». Amministratore delegato.

All’amministratore delegato spetta la delega per così dire operativa che comprende anche tenere i rapporti con le banche, «dare esecuzione agli investimenti», «richiedere assunzione di finanziamenti sotto qualsiasi forma», «assumere sul mercato monetario, nazionale/internazionale, obbligazioni». E tutto ciò che riguarda il personale della società stessa, comprese le relazioni sindacali, licenziamenti e assunzioni, composizione delle vertenze.

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