Il Tirreno

Versilia

Nuovi cantieri, il panorama si vede dall'alto

Donatella Francesconi

Le passerelle dell'architetto Riani e l'allarme dei vigili del fuoco sulla copertura

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VIAREGGIO. Un disegno industriale, quello della nautica viareggina, che si trova in una fase di «espansione che deve essere assecondata». L'architetto Paolo Riani, responsabile della progettazione dei nuovi cantieri nella zona dell'ex Latino-americano, inizia così la sua relazione tecnica datata 3 aprile 2006. Il progettista, abituato a lavorare in tutto il mondo, si dice consapevole dei problemi che l'intervento solleverà, soprattutto per quel che riguarda «l'aspetto visivo». Questione che, continua Riani, «desta una diffusa preoccupazione fino a indurre talora a considerazioni e resistenze oppositive di natura romantica».

Un anno dopo la previsione si è avverata, e gli inguaribili “romanticoni”, a capannoni in costruzione, denunciano che «non si vedono più le Apuane». Coperte da una volumetria di 78mila metri cubi che lo stesso Riani, nella relazione, definisce «così consistente» da aver indotto a puntare tutto sul miglior inserimento possibile dell'opera «nello spazio urbano dato». Passerelle aeree. Riani descrive così il nuovo volto dell'area sospesa tra mare e pineta: «L'organismo è aperto all'ambiente esterno e collegato ad esso con un sistema di passerelle pedonali che passano sopra la strada per raggiungere i parcheggi, si fondono con la passeggiata del Molo e si collegano al sistema pedonale aereo più timidamente accennato del mercato ittico». Le passerelle - continua l'architetto - «si allargano su piazzole di sosta attrezzate con panchine, tavolini e piccoli servizi» dalle quali «si gode una visione senza precedenti che, da altezze diverse, consente di percepire una visione senza precedenti che, da altezze diverse, permette di comprendere le forme e la qualità del paesaggio intorno, dalle come delle Apuane a quelle dei pini, al porto al mare».

Per Riani, insomma, la questione del paesaggio sembra dipendere “da che parte si guarda il mondo”, come in un celebre motivo tormentone musicale di qualche estate fa: per gustare l'irripetibile binomio mare-montagna che rende unica la Versilia bisognerà “arrampicarsi” per un caffè lungo un insieme «estremamente leggero e vivacemente colorato che si anima con la luce del sole, creando una vibrazione dinamica di chiari e scuri e di ombre sulle pareti di tamponamento». Per la parte dei cantieri che si affaccia sul mare sono stati previsti «alti portoni scorrevoli», mentre sul lato opposto - al centro del piazzale dedicato alla mostra delle barche - troverà posto «una grande maschera di Carnevale da rinnovarsi di anno in anno». Maschera «appoggiata sopra una bassa scalinata che diventa palcoscenico di un teatro».

Rischio incendi. Il richiamo alla realtà quotidiana delle lavorazioni nei cantieri navali arriva, tra le carte relative all'iter del progetto, dalla relazione firmata dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Claudio Chiavacci, e datata 11 ottobre 2006: «Per la limitata resistenza al fuoco delle strutture di copertura e per la conformazione della stessa - si legge - si ritiene che la realizzazione di un impianto di evacuazione fumi e calore, realizzato secondo le regole di buona tecnica, possa essere utile misura di protezione in caso di incendio». Non così improbabile, visto che - continuano i vigili del fuoco - «l'esame della relazione tecnica ha evidenziato che nel cantiere navale sono detenute ed impiegate sostanze infiammabili che presentano rischi diversi di incendio».

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