Il Tirreno

Versilia

Accusato di vandalismo nella sua scuola

L.C.

Ventenne a processo per il raid alle Motto. Danni anche al Piaggia e al Colombo

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VIAREGGIO. Due anni fa, nell’arco di due settimane, una serie di raid vandalici colpì tre scuole della città: ora la storia arriva in tribunale, dove è iniziato il processo contro Andrea Musso, che l’accusa ritiene responsabile (assieme ad altre due persone minorenni all’epoca dei fatti) dei danni alle Motto, all’Itc Piaggia e all’Alberghiero allora ospitato nel collegio Colombo. Contro Musso si sono costituiti parti civili il Comune di Viareggio e la Provincia di Lucca. Le costituzioni di parte civile (entrambe ammesse dal giudice monocratico Gerardo Boragine) sono dovute al fatto che il Comune (rappresentato dall’avvocato Corrado Buccheri) è proprietario delle medie Motto, mentre la Provincia (in aula con l’avvocato Riccardo Carloni) ha la responsabilità degli altri due immobili. Il raid alle Motto (scuola che era stata frequentata da Musso) avvenne fra il 27 e il 28 aprile 2005: fu allagata la palestra e, successivamente, appiccato il fuoco all’archivio al piano superiore. Il tutto fu scoperto solo alla mattina dai bidelli che andarono ad aprire la scuola e si trovarono di fronte allo scempio.

I danni materiali non furono particolarmente ingenti: il Comune chiede, come risarcimento, 1.289 euro più 1.000 per danni extragiudiziali: a colpire fu più che altro il valore simbolico dell’atto, che arrivava in un periodo segnato, in Italia, da una sorta di “epidemia” di gesti del genere. E l’epidemia arrivò anche a Viareggio visto che, meno di due settimane dopo, i vandali (gli stessi, secondo l’accusa), colpirono in altre due scuole. All’alberghiero, allora all’interno del Colombo, ci furono addirittura due visite in due notti consecutive. La prima volta erano entrati nel seminterrato e, dopo aver strappato alcune pagine dei registri di classe, avevano allagato la cucina. Ventiquattro ore dopo avevano bruciato i registri e avevano dato fuoco alla cattedra e ai banchini di una classe al primo piano. In questo caso la Provincia, come parte civile, ha chiesto un risarcimento di 2.500 euro. Il giudice ha accettato il rito abbreviato chiesto dal legale di Musso e ha rinviato il processo all’autunno. 

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