Gioco
Il debutto di Angelo Fornaciari, l'architetto poeta
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LAUTORE... Un bel primo piano di Angelo Dionigi Fornaciari, architetto con la passione per la scrittura ...E IL LIBRO La copertina di «Questo mio dolcissimo mare», appena uscito per Pezzini Domani al bar Eden si presenta «Questo mio dolcissimo mare»
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VIAREGGIO. Torna in una versione tutta natalizia la rassegna letteraria Un mercoledì da lettor che, dall'estiva location del bagno Nettuno sud, trasloca al vicinissimo bar Eden (in Passeggiata A Viareggio) per una serie di appuntamenti invernali. Ad inaugurare questo nuovo ciclo sarà Angelo Dionigi Fornaciari, viareggino doc, architetto, scenografo, pittore autodidatta e, da poco, anche poeta. Questo mio dolcissimo mare, pubblicata da Pezzini Editore come i precedenti volumi - «Il pretesto di Egisto» e «Le architetture del colore» - è l'elegante, anche nella confezione grafica, raccolta di poesie, dalle memorie e dagli echi leopardiani, che sarà presentata mercoledì 21 alle 18,30 al bar Eden in Passeggiata alle 18,30 in un incontro condotto, come tradizione, da Stefano Pasquinucci, colonna portante della rassegna, e avrà come ospiti Adolfo Lippi e Riccardo Mazzoni, quest'ultimo curatore della prefazione «Angelo nel mare del tempo». Un tempo che ha segnato un evolversi dei modi espressivi di Fornaciari, che nasce architetto e scenografo (fondamentali le sue collaborazioni per gli spettacoli di Egisto Malfatti), ma che si reiventa pittore fino a scoprirsi poeta. Passaggi morbidi, giustappunto come pennellate e il salto dalle strutture ai colori e dai colori alle parole si fa inevitabile. Il segnale era nella precedente pubblicazione «Le architetture del colore», catalogo della mostra ospitata nelle stanza di Palazzo Paolina nell'estate 2010, dove ogni quadro era accompagnato da una lirica, come a segnare il bisogno dell'artista di fissare impressioni e sentimenti, oltre che con le immagini sulla tela, anche con le parole. «Devo fermare tutti quei colori che corrono/aspetta ad accostare il sipario» (incipit della lirica «Devo fermare») diventano allora due versi con due parole chiave: colori e sipario. Ovvero scenografia, architettura, pittura racchiuse ora in un contenitore unico: la poesia. Un debutto nel debutto, dunque: quello di Fornaciari poeta e quello di «Un mercoledì da lettori», non più in costume e pareo ma con sciarpa e cappello natalizio. La rassegna come sempre è resa possibile grazie al supporto di Biblioteca comunale, Il Tirreno, libreria La Vela, Viareggiok, Papillon e InVersilia.info.
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