Il Tirreno

Versilia

In chiusura la mostra sugli anni Settanta

<b>LA MOSTRA.</b> Un complesso anni 60 in Versilia
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LA MOSTRA. Un complesso anni 60 in Versilia

Domenica al museo della Marineria gran finale col concerto di Dolce

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 VIAREGGIO. Ultimi giorni per la mostra fotografica "Il sogno: storia di una generazione - anni'60-'70" con un finale scoppiettante che vi riporterà nelle magiche atmosfere di quegli "Anni Irripetibili". Durante la giornata conclusiva di domenica 25 settembre, dalle 16 alle 19 al Museo della Marineria, appuntamento con le canzoni targate anni Sessanta e Settanta che hanno segnato la storia di un'intera generazione. Ad esibirsi in questo incontro musicale assolutamente da non perdere Giorgio Dolce (ex "Posteri", il gruppo che si esibì più volte al Piper e che conquistò con il suo ritmo anche la mitica Mia Martini), Fabio Ragghianti e Alessandro Veronesi ("Uxa"), Luca Tommasi, Giuseppe Rotondi, Mario Bertolucci, Alessandro Sestini e tanti altri ospiti a sorpresa. Un tuffo nelle musiche e nei brani che hanno fatto da colonna sonora a quei meravigliosi e rivoluzionari anni che calano il sipario sull'esposizione organizzata da uno storico gruppo di amici "darsenotti", il "Club Amici di Gastone" e patrocinata dalla Provincia di Lucca. Un successo inaspettato per questa mostra, che ha registrato più di 500 ingressi nella sola giornata di inaugurazione di sabato 10 settembre e che ha attirato anche nei week-end successivi una folla di spettatori intenzionato a rivivere il ventennio che hanno rivoluzionato il mondo. Un viaggio attraverso fotografie, tutte provenienti da archivi personali di cittadini qualsiasi, che mostra Viareggio in tutte le sue facce. Dalla politica con le contestazioni del Sessantotto, al referendum sul divorzio fino ai terribili anni di piombo, alla musica e il teatro con il proliferare di gruppi musicali dai nomi improbabili e l'arrivo in città di personaggi del calibro di Dario Fo e Franca Rame o dell'indimenticabile Giorgio Gaber. E ancora i luoghi di ritrovo come l'Hop Frog in piazza Manetti, il bar Manetti alla Galleria Nettuno, il Piper vicino alla Fossa dell'Abate e i primi viaggi nelle capitali europee che, per i giovani dell'epoca rappresentavano vere e proprie avventure dal sapore della conquista. Un "come eravamo" che attraversa quello che è stato il sogno di un'intera generazione. Martina Ambrogi

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