Il Tirreno

Versilia

Maurizio de Giovanni vince il premio Giallo

Marco Pomella
<b>PREMIO.</b> Il vincitore del premio Giallo Maurizio de Giovanni premiato da Antonino Ingroia al teatro dell&#146;Olivo
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PREMIO. Il vincitore del premio Giallo Maurizio de Giovanni premiato da Antonino Ingroia al teatro dell’Olivo

Un plebiscito per «Il giorno dei morti» edito da Fandango

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 CAMAIORE. Una giuria popolare così compatta non la si ricordava da tempo. È stato quasi un plebiscito (39 preferenze sulle 51 totali) che ha assegnato a Maurizio de Giovanni la palma del vincitore dell'ottava edizione del Premio di Letteratura Gialla di Camaiore. Lo scrittore napoletano, con il libro "Il giorno dei morti" edito da Fandango, ha convinto la giuria con il suo giallo in stile classico, con le sue atmosfere di una Napoli piovosa e tetra, con i personaggi (tra tutti l'ispettore Ricciardi, il protagonista) pennellati con una maestria unica. La sfida vera è stata solo con il pisano Marco Malvaldi (con "Odore di chiuso", pubblicato da Sellerio) che però alla fine si è dovuto accontentare di 11 voti. Un giallo con sferzate comiche che ha comunque riscosso grande successo. Fuori dai giochi invece Carlo Cannella, terzo finalista con l'opera prima "Tutto deve crollare", Perdisa edizioni, che ha preso solo voto. Un libro forse troppo crudo e violento per poter essere apprezzato da una giuria popolare. «Dedico questa vittoria alla mia città - ha detto de Giovanni durante la premiazione - che spesso, vista da lontano, sembra meno bella di come effettivamente è». Poi ha invitato il pubblico a «leggere noir e gialli italiani». Da segnalare la partecipazione del procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che intervistato dal direttore tecnico del premio, lo scrittore Giampaolo Simi, ha raccontato la sua lunga esperienza nell'antimafia (passando anche attraverso il ricordo di Falcone e Borsellino) e ha approfondito alcuni passaggi del suo ultimo libro "Il labirinto degli dèi", edito da Sellerio. La serata è filata via senza intoppi, condotta dal direttore tecnico della manifestazione, il bravo Giampaolo Simi, con la partecipazione anche di Claudio Sottili. Un format (con le interviste ai finalisti, la partecipazione di un grande personaggio di richiamo e intervalli musicali) che ormai è diventato un classico per il Premio. Unico neo: il caldo. All'interno del teatro dell'Olivo - sprovvisto di aria condizionata - ognuno cercava refrigerio come poteva. Da segnalare invece, tra i 51 giurati popolari, Eugenio Fascetti, ex allenatore di Bari e Inter e grande appassionato di polizieschi, noir e gialli. A tutti e tre i finalisti inoltre in omaggio un'opera del pittore Cipollini. Per la prossima edizione (come ha sottolineato, per l'ennesima volta, il direttore artistico Alvaro Marchetti) dobbiamo aspettarci, probabilmente, anche una sezione internazionale del premio. Una manifestazione che, anche solo scorrendo i nomi dei vincitori degli anni passati, fa capire lo spessore che nel tempo sta acquistando: lo scorso anno aveva vinto Marco Vichi con "Morte a Firenze", mentre le edizioni precedenti se le erano aggiudicate Giancarlo de Cataldo, Gianrico Carofiglio, Alessandro Perissinotto, Paolo Roversi, Michele Giuttari e Donato Carrisi.

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