Sicurezza
La danza antidoto ai piedi piatti
Gian Ugo Berti
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SUL PALCO. Una bella immagine di Giulia Menicucci I consigli di Giulia Menicucci per prevenire questo distrubo fin dai primi anni di vita
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CAMAIORE. L'impronta lasciata sulla sabbia dal bambino consente alla mamma di fare la prima diagnosi di piede piatto. Stimolare il piccolo a camminare scalzo, fatta la verifica di sicurezza del terreno, è la miglior prevenzione. Tutti i bimbi nascono con una tendenza a tale condizione, poi spontaneamente evolvono verso un piede normale con gli archi plantari ben sviluppati. Da qui, il suggerimento ad utilizzare l'estate ed il mare per tale scopo. Diffusa è quest'opinione fra i medici, lasciando solo ad una minima percentuale dei casi il possibile ricorso ai plantari. Una ricerca fra bambini europei e delle zone rurali africane dimostra, che i secondi sviluppano piedi più sani. Forse non tutti sanno che, ad ogni passo, il piede dimostra di essere un organo di senso. Appoggiando al suolo la pianta, per qualche attimo si rilascia per aderire meglio al terreno e raccogliere informazioni tattili (durezza ed asperità del suolo). Poi, dalla percezione ricevuta di tali parametri, si irrigidisce e si trasforma in leva che fa leva sul pavimento. E' però anche una questione di profilassi e di cultura della salute che trova risposta concreta in diverse discipline sportive, come la danza classica, dove l'impiego dei piedi si dimostra essenziale. Vediamo allora queste manovre. L'esperienza è quella di chi l'insegna, come Giulia Menicucci, docente al liceo coreutico statale genovese "Gobetti", convenzionato con l'Accademia Nazionale di Danza ad alta specializzazione e "prima ballerina europea" nel 1986. Le manovre. Bambini in cerchio, seduti a terra a piedi nudi, gambe distese ed unite: far divaricare le dita dei piedi il più possibile, mantenendo il piede diritto; far arricciare le dita, successivamente si accartoccia un foglio di carta, con l'ordine di prenderlo con le dita del piede e passarlo al compagno vicino. Inoltre: far piegare le ginocchia avvicinandole al torace. Alzare e abbassare una ad una le dita dei piedi, come per suonare il pianoforte. Chiedete massima concentrazione nell'esecuzione, facendoli fissare con lo sguardo le dita dei piedi. Approfittando della stagione estiva, al mare, là dove possibile, fateli camminare lungo la battigia. Preferite la scelta di scarpe con suola più flessibile, morbide, così da lasciare più agevole l'articolazione metatarsale del piede. L'età più giusta per iniziare, conclude Giulia Menicucci, fra l'altro insignita del titolo "Viareggina dell'anno", nel 1990, per meriti artistici, è intorno a 5-6 anni d'età.
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