Il Tirreno

Versilia

Dieci anni vissuti dalla parte delle donne

 Alessandro Bartolini
<b>SOLIDALI.</b> Ragazzi contro la violenza sulle donne
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SOLIDALI. Ragazzi contro la violenza sulle donne

Un convegno per celebrare il lavoro del centro antiviolenza

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 VIAREGGIO. Il Centro Antiviolenza "L'Una per l'Altra", promosso dalla Casa delle Donne di Viareggio, compie dieci anni. In collaborazione con Tavolo di Rete ha organizzato il convegno "Insieme contro la violenza sulle donne. La cura del territorio attraverso la prevenzione e il contrasto alla violenza delle donne", patrocinato dall'assessorato alle pari opportunità, che si terrà sabato alle 10, nella sala di rappresentanza del comune.  All'iniziativa, oltre all'assessore alle pari opportunità della provincia di Lucca, Gabriella Pedreschi, e quella del comune di Viareggio, Francesca Pardini, interverranno l'assistente sociale Luciana Madrigali ed il vicequestore Leopoldo Laricchia.  Centoventi. Non un numero qualsiasi, centoventi è il numero di donne, che in Versilia, lo scorso anno hanno chiesto aiuto al Centro Antiviolenza per denunciare casi di violenza subiti da mariti, ex e compagni, che da figure amate si trasformano in insopportabili carnefici domestici. Un numero in difetto rispetto alla realtà.  Dietro il quale, ci sono donne che hanno trovato il coraggio di dire basta ai soprusi perpetuati da anni e nonostante mille dubbi, difficoltà e paure si sono affidate al Centro Antiviolenza per ricevere assistenza legale e psicologica, condividere il proprio dramma e iniziare un percorso per lasciarsi alle spalle situazioni invivibili. Un numero però troppo alto che testimonia quanto, ancora oggi, il problema della violenza sulla donna sia diffuso e difficile da sradicare.  Allo stesso tempo, se si volesse leggerlo positivamente, sempre che di positivo si possa parlare in questi casi, il dato è incoraggiante, attesta infatti, che sempre più donne alzano la testa e denunciano la propria condizione e spesso anche il proprio carnefice alle forze dell'ordine.  «Dietro questo tipo di violenza - sostiene Ersilia Raffaelli, presidente della Casa delle Donne e operatrice del Centro Antiviolenza - si cela un problema di natura culturale che affligge gli uomini. L'atto violento che viene perpetuato sulla moglie o sulla compagna, non è altro che il riflesso dell'insicurezza e della debolezza che questi individui vivono quando vedono messa a repentaglio la propria virilità e lo sgretolamento della propria cultura patriarcale che impongono alla donna». Non è un caso, che la maggior parte delle volte, questi atteggiamenti si verifichino durante la richiesta di divorzio, o quando la donna decide di rompere una relazione. Anche la gravidanza è uno dei momenti a rischio, quando l'ego del marito o del compagno si sente messo in disparte. La violenza sulle donne può annidarsi in qualsiasi famiglia senza distinzione di ceto, cultura o religione, sotto varie forme. Spesso però diviene una vera e propria persecuzione, una vendetta e da lì a trasformarsi in una minaccia reale per la vita di chi ha deciso di denunciare o sottrarsi al proprio aguzzino, il passo è breve. Per tutelare chi è pericolosamente minacciato, il Centro Antiviolenza vuole spronare le amministrazioni versiliesi alla costruzione della Casa Rifugio, per proteggere chi ha avuto la forza di dire "Basta!".

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