Il Tirreno

Versilia

Massarosa, aveva 8 anni è sopravvissuta e ora ha scritto un libro

Francine Cristophe racconta il campo di concentramento

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 MASSAROSA. Un emozionante ed unico incontro con Francine Cristophe, sopravvissuta alle persecuzioni ed al campo di concentramento di Bergen-Belsen, che renderà testimonianza del dramma della Shoà, vissuto da una bambina di otto anni. Nella sala consiliare del comune di Massarosa, oggi alle 17,30, passeranno i ricordi di quei tre anni di prigionia, dal 1942 al 1945, che Francine ha voluto donare ai suoi figli e ai suoi nipoti sotto forma di un libro dal titolo "Une Petite Fille Privilégiée. Une enfant dans le monde des camps" (Non sono passata per il camino). Nel luglio del 1942 Francine Christophe venne catturata assieme alla madre Marcelle, mentre tentava di raggiungere la Francia per sfuggire alla caccia agli ebrei scatenata dai nazisti. Ebbe così inizio un lungo peregrinare nei campi di internamento francesi, che nel 1944 si concluse nel campo di sterminio di Bergen-Belsen, in Germania, lo stesso dove si trovava Anna Frank, sino alla liberazione effettuata dalle truppe inglesi e russe. Francine vive in Francia e si dedica a testimoniare la sua storia nelle scuole.  Francine è stata, parrebbe un paradosso, privilegiata, perché in base alla Convenzione di Ginevra, ai familiari dei prigionieri di guerra francesi fu concesso di restare inizialmente nei campi di concentramento in Francia e di essere deportati con le madri. Ben diversa era la destinazione verso i campi di sterminio dove, poche ore dopo l'arrivo, si passava nei forni, come ad Auschwitz.  Nonostante la realtà angosciante dei campi, Francine Cristophe ci restituisce un messaggio di straordinaria umanità, perché ci ricorda: «essere ebrea significa possedere una comunità di sofferenza e praticare il rifiuto dell'odio». E questo avviene, grazie alla magia di una narrazione, che ha mantenuto la naïveté dei bambini che riescono a vivere le cose più terribili, con inconsapevole irrazionalità. Tra gli orrori, sbalza la personalità della madre Marcelle, donna straordinaria sempre pronta ad aiutare gli altri, e che le ricorda di tenere la schiena sempre dritta, anche quando gli sguardi si fanno sprezzanti e le ingiurie ti apostrofano, come «lurida ebrea».  La cittadinanza è invitata a partecipare. L'ingresso è gratuito.

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