Il Tirreno

Versilia

Successo del concerto di Bartoli all'auditorium del Pucciniano

Lisa Domenici

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 TORRE DEL LAGO. E' davvero raro un concerto pianistico dedicato interamente a Ferruccio Busoni, come quello che abbiamo ascoltato nell'auditorium Caruso, organizzato dalla Fondazione Festival Pucciniano.  Si è esibito l' inguaribile "malato di busonite" (per nostra fortuna), qual è il pianista pisano Sandro Ivo Bartoli, tra i pochi interpreti di Busoni e promotore di un progetto in due atti, centrato sul grande compositore empolese.  E il perché la schiera dei pianisti busoniani sia esigua, lo ha ben capito il pubblico, alla fine del concerto, letteralmente catturato dalla tecnica strepitosa di Bartoli, dalle mani agilissime, che correvano, volavano, trascinavano le note dalla partitura alla tastiera. Ma mai sottomesse, mai cioè passive protagoniste, perché proprio questo significa l'ammirazione di Bartoli per Busoni. Ricuperare l' essenza profonda e gli effetti nascosti dei dispositivi geniali messi in atto dal compositore, che liberano emozioni cerebrali e raffinatissime, che muovono i sentimenti passando dall'intelletto.  Ecco la risposta del virtuoso Sandro Ivo Bartoli, alla domanda chi è Busoni, anche quando si tratta del trascrittore.  Infatti, domenica scorsa, nel primo atto del progetto "Busoni, l'uomo che ha inventato il Novecento", Bartoli ha proposto Busoni il trascrittore di Liszt. I sei grandi studi da Paganini, la Rapsodia n. 19 e la Fantasia e fuga dal corale "Ad nos, ad salutarem undam" dal Profeta di Meyerbeer. Quest'ultimo lavoro è un "vero e proprio monumento dell'arte pianistica".  Il secondo atto del progetto ideato da Bartoli, è in programma il 13 marzo. Dunque, ancora un eccezionale pomeriggio domenicale busoniano e stavolta ascolteremo "il compositore".

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di Redazione web