Il Tirreno

Versilia

Quando Zucchero suonava alla Messa beat

Quando Zucchero suonava alla Messa beat

Concerto-rievocazione di Paolo Barberi oggi alle 17 in S.Ermete

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 FORTE. Quando Adelmo Fornaciari non era ancora Zucchero, al Forte nasceva, quarant'anni fa, la Messa beat. Che proprio quest'oggi sarà ricordata, nel corso di un concerto che Paolo Barberi terrà in Sant'Ermete, alle 17, come primo appuntamento con gli eventi del Centenario dell'istituzione della Parrocchia, preparati per tutto il 2011 da Don Piero Malvaldi. «Mi è parso giusto ricordare quella Messa beat - ricorda Paolo Barberi, che ne fu uno degli animatori - sia per i 40 anni trascorsi, e sia perché vide impegnati molti giovani poi divenuti famosi delle rispettive carriere, e soprattutto vide impegnato un giovanissimo Adelmo Fornaciari, oggi a tutti noto come Zucchero. Erano gli anni Settanta e con gli amici decidemmo di formare un gruppo - rammenta Barberi - che cominciò a esibirsi regolarmente in Chiesa, alla messa domenicale delle 10, raccogliendo un successo strepitoso. Basti dire che si dovevano tener aperte le porte per quelli che stavano sul sagrato e venivano anche da fuori paese! Il quartetto base era formato da Luigi Ragazzi all'organo, Leopoldo Buselli alla chitarra, Enrico Ghiselli alla chitarra basso e Giampiero Cancogni (ndr. il noto pittore Mario Soave) alla batteria; a questi si aggiunsero Renato Maggi (corno), Leonardo Tarabella (flauto) ed il coro costituito, appunto, da Adelmo Fornaciari, Sergio Monteforte e Stefano Paolicchi. Altri musicisti furono poi Marco Macchiarini, Ferruccio Engolini e Marco Figliè (ndr. quello di "Dune mosse"). Tra le figure indimenticabili per noi ci furono anche Atto Garfagnini a scrivere i testi e Guido Fantini, che ci fece da manager».  «Inizialmente - prosegue Barberi - ci chiamammo "Black Devils", ma divenimmo presto il "Piano verticale", visto che il primo nome poco si addiceva alla presenza in chiesa! Merito di tutto fu, invece, del cappellano di allora, Don Giuliano Boschi, che riuscì a superare le diffidenze del parroco».  «A distanza di 40 anni non restano, né spartiti, né registrazioni del gruppo - conclude Barberi - solo un 45 giri realizzato da Emilio Tarabella, che essendo però il primo disco di Zucchero è oggi un cimelio introvabile! Da qui l'idea di recuperare i testi e rimusicarli, cosa che faremo nei prossimi mesi».  Oggi Paolo Barberi, apprezzato cantante e musicista, si dedica alla scoperta di giovani talenti e in questa chiave di lettura va la presenza al concerto odierno di un giovanissimo violinista, come Marco Gallina e del giovane organista Gabriele Alberini. Franco A. Calotti (nella foto, da sinistra Zucchero e i ragazzi della Messa beat)

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