Sicurezza
Paesaggi e figure, successo al Fortino
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Una tela di Alberto Parigi La mostra di Alberto Parigi resterà visitabile fino al 6 gennaio
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FORTE. Successo della mostra del Fortino, dove il pittore fiorentino Alberto Parigi espone fino al 6 gennaio 50 opere fra olio e pastelli. Una pittura spesso ispirata a qualcosa senza essere nulla di reale. E' libero sfogo alla fantasia creativa, stimolata nel profondo da un'immagine impressa forse nella memoria, certo nell'anima: atmosfere, irrinunciabili contaminazioni architettoniche, la pace delle bilance, paesaggi di natura primigenia o silente. Le figure un tempo più rare ora si fanno più frequenti: raccolte quasi racchiuse, o di spalle immobili con lo sguardo lontano, come a tentare risposte; o dolenti strette in abbracci spasmodici a cercare rifugio da angosce e paure. Figure femminili curve sotto pesanti incertezze, figure maschili che consolano gli incerti, vecchi che tranquillizzano i bambini che sembrano non comprendere, ma che nelle loro candide tuniche testimoniano la loro innocenza. Lasciano il campo a visioni immaginate di paesaggi vuoti, o con forti segni del passaggio e della presenza umana, ma tutto nasce sempre nella mente per suggestione di qualcosa letto, o vissuto, per volo di fantasia, per ricordo che riaffiora filtrato dopo anni: lentamente si decanta si chiarifica. L'artista ha capacità di aprire una traccia nell'animo umano con discrezione, di far riaffiorare in punta di piedi, come se volesse accompagnarci in silenzio alla scoperta dell'uomo. La sua pittura non si coglie interamente al primo impatto, ma si disvela piano piano col tempo, ogni qualvolta l'occhio vi si posa. Riesce a far vibrare in un dipinto tutta la verità della natura, colma di interiorità, di profonda riflessione sulle proprie speranze, sulle proprie angosce. Non a caso le figure, spesso non protagoniste, ma testimoni, allungano lo sguardo verso lo sconfinare di mondi lontani, come a cercare oltre quegli spazi la verità del proprio vivere. La valenza pittorica di Alberto Parigi sta nel pensiero, nell'equilibrio e nel senso narrativo, che sprigionano la forza di far volare la mente di chi osserva l'opera, lasciando libero spazio alla singola sensibilità. Se tutto ciò si realizza, se il tentativo di trasmettere emozione e suggestione, di far riaffiorare un richiamo del profondo è riuscito, lo scopo è raggiunto.
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