Gioco
Tanto lavoro per gli "angeli degli animali"
Martina Ambrogi
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Una civetta Tanti gli animali curati al centro LUovo di Colombo Nel 2010 433 "pazienti" al centro di recupero fauna selvatica
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VIAREGGIO. È tempo di bilanci per il Centro di recupero fauna selvatica dell'associazione Onlus "L'Uovo di Colombo". Dopo i primi 12 mesi di vita si tirano le somme sul progetto che ha come obiettivo principale quello di accogliere e dare le prime cure a animali selvatici di piccola e media taglia. Nel corso del 2010 ben 433 elementi sono stati soccorsi, per la maggior parte uccelli (airone cinerino, balestruccio e tanti altri), ma anche mammiferi, come ghiri, ricci e pipistrelli e, in minor numero, rettili e anfibi. «Le cause di ricovero - spiega il dottor Riccardo Gherardi, uno dei veterinari del centro, insieme alla dottoressa Lara Papini - riguardano il recupero di nidiacei raccolti, perché ritenuti in difficoltà, animali traumatizzati, o feriti da arma da fuoco, o imbrigliati con fili e ami da pesca». Uccelli, mammiferi e quant'altro vengono ospitati il tempo necessario nelle strutture dell'associazione per poi essere trasferiti in altre sedi, in particolare al Centro di Recupero di fauna selvatica Wwf "L'Assiolo" di Ronchi, o al Cruma di Livorno della Lipu, e, quando possibile, reintrodotti direttamente in natura. «Siamo molto soddisfatti di questo primo anno di attività - prosegue il dottor Gherardi - ma vogliamo ancora crescere e migliorarci. Vogliamo attivare programmi di educazione ambientale e progetti di collaborazione nella ricerca scientifica, al fine di dare un piccolo contributo alla sensibilizzazione e alla salvaguardia delle specie autoctone sui nostri territori». Anche la Provincia ha promesso la prosecuzione e la valorizzazione di questa iniziativa. «Abbiamo i fondi - afferma Antonio Bertolucci, funzionario della Provincia, addetto alle risorse faunistiche - per investire sul progetto, nonostante i tagli del Governo. La nostra prima fonte sono le sanzioni in materia di caccia, che incameriamo e destiniamo a queste attività, ma vogliamo chiedere finanziamenti anche alla Regione». Alla tutela dell'ambiente ed al soccorso della fauna selvatica il centro, in collaborazione anche con l'associazione "Il Moscardino", unisce il processo di inserimento di utenti dei servizi sociali, o di salute mentale. «Cinque dei nostri soci-lavoratori - spiega Ondina Della Martina, responsabile per l'inclusione sociale della Usl 12 - hanno vinto la loro scommessa: hanno dismesso il ruolo di malati, o assistiti, per diventare gli assistenti capaci e competenti del personale veterinario nella cura degli animali in difficoltà».
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