Il Tirreno

Versilia

Il Partito democratico deve ancora crescere

Gian-Carlo Iannella   Vivere Viareggio

L'assemblea in via Regia e i vecchi notabili da rottamare

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 Ho partecipato, insieme ad altri amici di Vivere Viareggio e su diretto invito del segretario locale Dal Pino (che ringraziamo), all'incontro concernente i primi 30 mesi di amministrazione Lunardini organizzato dal Pd nella sala di rappresentanza del Comune. Dopo 1 ora e 45 minuti di monologo del tavolo di "presidenza", ho chiesto se e quando sarebbe stato possibile, intervenire e dire la propria. Dopo poco sono stato gentilmente chiamato dal consigliere Batistini.  Ascoltando con attenzione la relazione del segretario, il lungo intervento di Batistini, il comunicato letto dalla consigliera antipastechiana per eccellenza Romanini, l'intervento di un'altra esponente torrelaghese, quello dell'altro consigliere Fruzza, quello del segretario Arci che ci ha ricordato il grande Monicelli nonché aver visto il filmato girato in città da Dal Pino, alle 22.55 mi ero preparato a parlare di alcuni argomenti che mi ero appuntato:  1) le critiche al funzionamento della macchina comunale erano più che giuste ma sarebbe stato altrettanto corretto e significativo per indicare la volontà di tracciare un nuovo percorso, ammettere che l'intera tecnostruttura con particolare riguardo ai dirigenti era stata nominata e e si era radicata nei posti chiave dell'amministrazione durante i 15 anni dei gestione della sinistra-sinistra e del centro sinistra;  2) gli obbrobri edilizi che hanno deturpato la città in questi ultimi anni sono stati frutto soprattutto delle scellerate politiche della giunta Marcucci. Un esempio per tutti il cantiere-mostro costruito in Via Coppino ad uno sputo dalle case abitate ed in totale disprezzo dei più elementari principi ambientali ed architettonici;  3) ripetere per più di 90 minuti che questa giunta e questa amministrazione è composta da incapaci avrebbe dovuto, comunque, portare ad una fortissima autocritica facendo ammettere con lealtà che solo il pessimo governo del centrosinistra aveva portato la città a premiare Lunardini;  4) criticare la tendenza di questa amministrazione ad occupare tutte le poltrone senza preoccuparsi di verificare la qualità dei nominati avrebbe dovuto far ammettere che niente di diverso era stato fatto dalle giunte Marcucci etc,etc.  Ho avuto appena il tempo di: 1) ricordare ai presenti che, a fronte di un Rivola attuale, il centrosinistra doveva ricordarsi di un certo Giuseppe Vitiello primatista assoluto degli incarichi e non proprio paragonabile, a quanto dicono le cronache casertane, ad un fiore di campo;  2) ricordare ai presenti che,all'interno del Pd, esistono personaggi che con alcuni esponenti di punta dell'attuale giunta (leggi Pastechi tanto e giustamente criticato) sono stati in passato tutt'altro che nemici giurati;  3) incoraggiare i giovani, che ho avuto il piacere di vedere al tavolo della presidenza, a liberarsi del fardello pesantissimo costituito da numerosi esponenti presenti in sala da decenni impegnati in una politica che mette i loro personali interessi davanti a quelli della città.  Credo di aver parlato per non più di cinque minuti. Appena pronunciato il nome Vitiello sono stato interrotto dal nome nuovo della sinistra locale: l'ing. Stefano Maestrelli che mi ha chiesto,in maniera arrogante, di tagliare rapidamente il mio intervento.  Non sapevamo che avremmo dovuto partecipare ad una sorta di beatificazione del partito democratico. Se lo avessimo saputo (ma forse dovevamo sospettarlo perché è questo il male principale di questa sinistra che non sa crescere) non avremmo accettato l'invito.  Né, crediamo, sia stato giusto impostare la serata, venduta come pubblica, con toni ed interventi che avrebbero potuto essere usati all'interno di via Regia non in un incontro pubblico.  Detto, per onestà, questo, auguriamo sinceramente a Glauco Dal Pino ed agli altri giovani presenti di proseguire con coraggio nel tentaivo di rinnovamento e di riuscire a trasformare in fatti l' onesta e civile passione che speriamo di aver sentito nelle loro parole liberandosi definitivamente dei vecchi arnesi che li circondano e che vorrebbero utilizzarli come semplice foglia di fico.

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