Attenzione
Il trionfo a Le Mans dei preparatori dei campioni
Sono i giorni che Beppe Sebastiani e Riccardo Salvini trascorrono, mediamente ogni anno, lontano da casa. E non è affatto semplice quando, dopo una breve sosta in famiglia, devi nuovamente volare lontano lasciando in scia affetti, amicizie, istantanee che, nel divenire, diventano ricordi. Poi ci sono altri giorni, come quello di domenica 22 agosto, quando Beppe e Riccardo, versiliesi di Pietrasanta con il salmastro nel sangue, hanno sollevato al cielo la Coppa della 24 ore di Le Mans, la più celebre gara di durata di automobilismo che si svolge al Circuit de la Sarthe, in Francia e che rappresenta il momento più importante del campionato Endurance. Il cuore che pulsa follemente gioia, gli occhi intrisi di lacrime che raccontano di anni di sacrifici, la foto di rito che rimbalza sulla prima pagina de L'Equipe mentre sullo sfondo un muro umano - erano in 150 mila anime lo scorso week-end a Le Mans - festeggia il successo della Toyota.
Già perchè Sebastiani e Salvini sono da tempo sotto contratto con la casa automobilistica giapponese come preparatori atletici dei piloti. Che poi, detta così, è una definizione che racconta poco del lavoro della coppia di professionisti versiliesi: Beppe e Riccardo, infatti, non si limitano a preparare in presenza o a distanza - il Covid ha rivoluzionato le modalità anche a questi livelli - dal punto di vista atletico i 6 piloti delle due auto del team, ma devono fare molto, decisamente molto di più. «Curiamo la loro alimentazione, l'idratazione in gara, le migliorie da apportare al casco, siamo di supporto e di assistenza, fra un massaggio di mobilizzazione e una corsa ai box a recuperare l'accessorio per la tuta. Poi c'è tutto il resto» dicono. E tutto il resto è una storia nella storia. Qualche anno fa Beppe Sebastiani, un autentico guru e riferimento del settore conteso da più scuderie, aveva sotto la propria “cura” Fernando Alonso, il già campione di Formula 1 che aveva deciso di traslocare nell'Endurance. Alonso è un personaggio di straordinario spessore mediatico tanto che Amazon Prime ha girato una sorta di docu-film in suo nome. Ecco, in alcune sequenze, « ripetute almeno una ventina di volte, si vede che non sono del mestiere», Sebastiani entrava nella camera d'albergo del pilota spagnolo per tirarlo giù dal letto. « E' tempo di andare a correre, Fernando. Alzati». E quello, il campione, bofonchiava infastidito girandosi dall'altra parte. «Ma poi a correre, ovviamente, ci si andava, ogni mattina. Parliamo di straordinari professionisti». Con i quali Sebastiani e Salvini condividono quasi tutto. Questo perchè per fare squadra, per rendere ancora più solido un rapporto che, con il trascorrere del tempo, non è più solo professionale, ma anche e soprattutto umano, « finiamo per ritrovarci a fare i portieri nella partita di hockey su ghiaccio o ancora a tirarci giù con uno slittino da una pista mai vista prima o a fare il biathlon quando a stento riusciamo a stare sugli scii. Ma funziona così, è un impegno bello, generoso per emozioni, ma esclusivo e totalizzante. Vivi con loro» dicono. Mentre le famiglie si sono gradualmente rassegnate a convivere con l'assenza. «Non è mai stato facile e mai lo sarà vivere a distanza, ma con gli anni ci si abitua: chi ti vuole bene sa che stai facendo quello che hai sempre sognato di fare». Che poi il palmares di Sebastiani e Salvini - ma al gruppo di toscani va aggiunto anche il medico della scuderia, il livornese Emanuele Simoni - è da brivido: 4 titoli mondiali - la categoria di quest'anno è l'Hypercar che è il gradino più alto e nobile del campionato Endurance - e 4 volte vincitori a Le Mans. «Con la Toyota abbiamo un'esclusiva per l'Hypercar, fuori da questo contesto - precisa - collaboriamo con molti piloti, giovani e meno giovani». Quando si torna a casa, fra una passeggiata sulla spiaggia e il ' dolce abbandono' in famiglia, c'è ovviamente il passaggio quotidiano alla palestra Shape Wellness del Tennis Taddei di Marina di Pietrasanta, dove Sebastiani è direttore e dove ancora, fra partite di calcetto e tennis e ancora corse nel vicino campo di atletica, svolgono la preparazione i piloti. E subito, a seguire, ci sono i video di aggiornamento, le nuove leve da seguire, la prossima valigia da preparare.
Che poi a Pietrasanta e dintorni versiliesi nessuno abbia mai trovato modo e tempo per celebrare i campioni del mondo Sebastiani e Salvini ai due poco interessa. « Siamo abituati a stare lontani dai riflettori. A noi basta la stima dei piloti. E l'abbraccio, al ritorno, dei nostri cari».
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