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Strage di Viareggio, i familiari alla Procura generale di Cassazione: "Sgomenti ed indignati"
In apertura del processo di terzo grado di giudizio la Procura generale ha chiesto un nuovo processo di appello per Mauro Moretti, ex manager di Stato, amministratore delegato di Ferrovie nel giugno 2009, all'epoca del disastro ferroviario da 32 vittime
VIAREGGIO. Giusto il tempo di non chiudere occhio nella notte tra la prima e la seconda udienza del processo di Cassazione per il disastro per il disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 vittime, iniziato il 2 dicembre 2020 a Roma: i familiari delle vittime nella mattinata del giorno successivo hanno reso pubblica la posizione ufficiale della associazione “Il Mondo che vorrei” in merito alla richiesta della Procura generale di Cassazione di un nuovo processo di appello per Mauro Moretti, ex manager di Stato, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Ferrovie, condannato a 7 anni in primo e secondo grado.
“In questi lunghi anni di frequentazione, ahinoi, delle aule giudiziarie ne avevamo viste e sentite tante”, così il comunicato diffuso: “Ci aspettavamo che dalla parte della ‘corazzata dei potenti’ studi legali, allestita dagli imputati, venissero fuori assurdità al limite dell’immaginabile. Ci coglie invece di sorpresa, ci sgomenta e ci indigna, l'atteggiamento e la posizione che il Procuratore Generale ha avuto ieri in aula durante lo svolgimento della prima udienza del processo di Cassazione”.
I familiari delle vittime continuano: “Certi che l’agire della Procura Generale sia totalmente svincolato da qualsiasi pressione esterna, possiamo pensare che la posizione espressa sia da imputare alla mole di documentazione talmente complessa e articolata che la Procura stessa si sia trovata a dover analizzare in un lasso di tempo relativamente breve, tale da rendere inopportuna la richiesta di rinvio a giudizio per Mauro Moretti (e non Marco, come scritto nel comunicato ufficiale della Procura Generale del 02 Dicembre 2020). Tempo relativamente breve, rispetto all’approfondimento minuzioso e sistematico effettuato dalle precedenti Procure in cui le posizioni e le responsabilità degli imputati, tra cui quelle di Moretti, sono state scandagliate e accertate fino in fondo. Auspichiamo, quindi, che ciò non diventi il pretesto per nascondere quella Giustizia che, dopo aver assistito a più di 180 udienze, pretendono le 32 vittime, i familiari e la città di Viareggio da 11anni e mezzo”.
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