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Disastro ferroviario di Viareggio, grande attesa per le motivazioni della sentenza di appello
I familiari delle vittime a Roma con il Comitato nazionale "Noi non dimentichiamo". "Giù le mani dalla legge di riforma della prescrizione"
VIAREGGIO. Depositate nel tardo pomeriggio di lunedì 16 dicembre, le motivazioni della sentenza di appello per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, 32 morti in una notte di prima estate a Viareggio, sono attesissime, dopo gli adempimenti burocratici della giornata di martedì. Quando la cancelleria della Corte di Appello di Firenze è stata presa d’assalto dagli avvocati difensori degli imputati. Perché il tempo per presentare il ricorso in Cassazione stringe, anche viste le festività che vedono gli uffici legali svuotarsi per le ferie. L’attesa è altissima nei familiari delle vittime della strage ed in tutti coloro che a loro si sono stretti in questi dieci anni. La sentenza emessa dalla terza sezione della Corte di Appello (presidente Paola Masi, con i colleghi Anna Favi e Giovanni Perini) - a differenza di quanto fatto dal Tribunale di Lucca (presidente Gerardo Boragine con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) ha condannato l’ex manager di Stato Mauro Moretti anche per il ruolo di amministratore delegato di Ferrovie, oltre che per l’analogo incarico ricoperto in Rete ferroviaria italiana. Accogliendo così le tesi dell’accusa rappresentata nell’aula della Corte d’Appello da Luciana Piras per la Procura generale e Salvatore Giannino, pm della Procura di Lucca che alle indagini sul disastro ferroviario ha lavorato insieme al collega Giuseppe Amodeo, e che per il secondo grado è stato associato a Firenze.
Nell’attesa di leggere quali siano le motivazioni di condanne e assoluzioni del secondo grado di giudizio, martedì 17 dicembre l’associazione “Il mondo che vorrei” era a Roma insieme a tutte le altre associazioni che compongono il Comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”, presieduto dalla viareggina Gloria Puccetti. La riforma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e che entrerà in vigore dal primo gennai «è necessaria e va difesa». Così la voce dei familiari ieri nella Capitale, a difesa di una legge che Viareggio e l’esperienza del Comitato nazionale hanno fortemente voluto.
«Bisogna fare una distinzione tra ragionevole durata del processo e prescrizione», sono state la parole di Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «La verità non si può cancellare con un colpo di spugna. Serve ai familiari e al Paese per ripartire». L’appello dei familiare di tutte le vitte delle stragi d’Italia che l’uomo poteva evitare e così non è stato è racchiuso nelle parole commosse pronunciate da Antonio Morelli, papà di una dei bimbi morti del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia e vice presidente del Comitato nazionale: «Donare per Natale una legge che fa giustizia per le vittime».
«Abbiamo ascoltato in Senato appelli accorati e commoventi», ha sottolineato la senatrice 5 Stelle Bruna Piarulli, componente del-la commissione Giustizia: «I parenti delle vittime delle più grandi stragi italiane, come gli incidenti ferroviari di Viareggio e della linea Bari-Barletta, chiedono a gran voce alle Istituzioni di fermare l'ingiustizia, di cancellare la beffa giudiziaria della prescrizione che arriva dopo il danno e i lutti».
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