Il Tirreno

Capitolo 16

Ztl: zona a traffico limitato. E a sanzioni illimitate

Ztl: zona a traffico limitato. E a sanzioni illimitate

15 MINUTI DI LETTURA





Abusivo in Ztl, quasi 900 euro di sanzioni: «Ci sono entrato per spese necessarie». Ma era l'una di notte

Undici multe prese in Ztl, per un totale di 869 euro: «Ma non ho colpa, non sapevo che ci fossero le telecamere e poi nella zona a traffico limitato ci entravo solo per necessità». Così si è difeso un cittadino davanti al giudice di pace, contestando le numerose contravvenzioni. Il giudice  si è anche arrabbiato, e ne resta una traccia ben evidente nella sentenza. Il ricorrente sosteneva: «Il transito era dovuto a necessità». Specificando che la necessità era quella di comprare... prodotti per parrucchiere. Ma non è stato questo a colpire (sfavorevolmente) il magistrato quanto le circostanze: alcuni transiti erano avvenuti alle 22 e uno addirittura alle 0.46 di notte. E nella sentenza si parla di «puerilità della scusante addotta». Ad ogni modo l'opponente, dopo aver depositato il ricorso, non ha nemmeno ritenuto opportuno presentarsi in giudizio. Di qui la sentenza di rigetto, senza nemmeno entrare nel merito della questione. (MC 2008)

In Ztl col permesso del padre deceduto

Il permesso Ztl e quello per gli invalidi non si ereditano. Il giudice di pace ha respinto) il ricorso di una donna contro una serie di sanzioni che le erano state elevate dalla Polizia Municipale per transito all'interno della Ztl senza autorizzazione, per un totale di oltre 500 euro.
La donna ha evidenziato in giudizio di aver utilizzato l'autovettura per alcune incombenze conseguenti alla morte del padre, già titolare di contrassegno invalidi. Ma in udienza, scrive il giudice, «non ha fornito alcuna prova di circostanze di fatto idonee a giustificare i ripetuti ingressi nella Ztl, avvenuti in giorni diversi».
L'importo complessivamente dovuto, tenuto conto della certificazione Isee prodotta dalla signora, è stato rateizzato in quindici rate mensili di 35 euro. Già in diverse altre sentenze, il giudice di pace  aveva respinto i ricorsi per persone che a vario titolo avevano usufruito del permessi Ztl intestati ad altre persone, anche familiari, con particolare rigore per quelli riservati agli invalidi. (AS 948/2010)

Multati mentre piantavano i segnali di divieto

La ditta incaricata dal Comune di installare la segnaletica di divieto di ingresso alla Ztl... è stata multata perché il suo furgoncino transitava nella stessa Ztl. Ben cinque le sanzioni elevate alla società. Ma, si legge nel ricorso al giudice di pace, «le violazioni elevate dalle postazioni fisse all'ingresso della Ztl erano conseguenti all'incarico ricevuto di effettuare la segnaletica orizzontale e verticale proprio nelle zone in cui erano state rilevate le violazioni». Il ricorso è stato discusso davanti al giudice, ma nel frattempo lo stesso Comune aveva provveduto a ritirare le sanzioni.  (ES 2006)

Multato mentre prenota il funerale della madre.  La legge gli dà torto: non è una scusante

La legge a volte è ingiusta, o quantomeno lontana dal comune sentire dei cittadini. E il giudice deve applicarla (salvo che presenti fondati sospetti di incostituzionalità), senza poter decidere se sia giusta o no. Davanti al giudice è giunto il ricorso di un cittadino, multato l'anno scorso in Ztl. «Avevo lasciato l'auto in sosta - ha spiegato - in quanto costretto a perfezionare in poco tempo le pratiche amministrative per poter seppellire mia madre, deceduta poche ore prima». Per tali motivi chiedeva l'esimente di cui all'art. 4 della legge 689/81.
Il giudice di pace, supponiamo malvolentieri, non ha potuto dargli ragione, fissando solo che il cittadino paghi solo l'importo della violazione nel minimo edittale senza alcuna ulteriore maggiorazione. La legge 689 prevede infatti, in tema di sanzioni amministrative, che sia scusato solo se agiva nell'adempimento di un dovere, nell'esercizio di una facoltà legittima, o in stato di necessità o di legittima difesa. E lo stesso Comune, se avesse ritirato la multa, avrebbe violato la legge. I Romani commentavano in questi casi: "Summum ius, summa iniuria"*.  (ES 2006)
*= sommo diritto, somma ingiustizia: ovvero, l'applicazione non ragionata del diritto può causare una grave ingiustizia.

Filmato due volte in 3 minuti in Ztl: il giudice di pace lo salva

Entra per sbaglio in Ztl, se ne accorge e fa retromarcia per evitare la multa: le auto che arrivano dietro di lui non gli fanno terminare la manovra, è costretto a tornare avanti e... prende due multe invece di una.
Vittima del denso traffico cittadino è un automobilista, residente in una città vicina, che si è rivolto al giudice di pace: si è accorto della doppia contravvenzione quando gli è arrivata la notifica a casa. Annullata la seconda sanzione: i due passaggi sotto l'occhio spietato della telecamera di un varco della Ztl erano avvenuti a soli tre minuti di distanza l'uno dall'altra. «In tema di sanzioni amministrative - rileva il giudice  - non è sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi della violazione, ma occorre altresì, per l'affermazione di responsabilità, che la condotta sia almeno colposa». E nel caso in questione è apparso palese che, se il primo ingresso era stato "colpevole", il secondo derivava dalla causa di forza maggiore rappresentata dalle auto che sopraggiungevano. (FC 2086/06)

Cittadino senza colpa se il tagliando c'è ma non si vede

Parchimetri e Ztl: se il tagliando c'è (ma non si vede) l'automobilista può essere innocente. Diverse sentenze hanno dato ragione ai cittadini, il cui obbligo è quello di pagare la sosta - o ottenere il permesso, - e non di essere certi che chi controlla veda bene lo scontrino o il tagliando.
Un'auto era stata multata in quanto "sostava in Ztl veicolo non autorizzato (contrassegno non esposto)". Ma il proprietario ha fatto ricorso, mostrando il tagliando orario compilato (aveva il permesso Ztl a ore) e le matrici dei tagliandi precedenti e successivi. L'agente accertatore poteva avere benissimo ragione (non è infrequente che un tagliando scivoli dal cruscotto) ma il giudice ha spiegato che l'articolo 158 del codice della strada «va interpretato nel senso della sanzionabilità di coloro che effettivamente non siano in possesso dell'autorizzazione alla sosta», non di coloro che il permesso ce l'hanno «pur non essendo risultato esposto il relativo tagliando per dimenticanza o altro». (FC 2006)

Una coppia beccata 121 volte dalle telecamere. Totale: 10mila euro, il giudice annulla solo cinque contravvenzioni

Centoventuno multe in quattro mesi. Avete letto bene: centoventuno, tutte per lo stesso motivo: «Transito all'interno della Ztl senza autorizzazione». Per un totale di quasi diecimila euro.
L'arco di tempo delle infrazioni va dal 10 giugno al 20 settembre del 2009. I contravventori sono un uomo e una donna, stranieri ma residenti a Pisa: la proprietaria e il conducente del veicolo. Una volta arrivate le prime notifiche delle multe, hanno smesso di passare davanti alle telecamere ed hanno proposto opposizione al giudice di pace. Ma il loro ricorso è stato accolto solo per cinque di queste infrazioni: le altre dovranno pagarle, seppure a rate. Il giudice ha spiegato: «L'utente della strada, anche se è straniero, è tenuto ad osservare la segnaletica stradale». Il piccolo sconto, o meglio il parziale accoglimento del ricorso, deriva dal fatto che tre multe sono state notificate oltre i 150 giorni previsti dalle norme del vecchio Codice della strada (i termini sono diminuiti dall'agosto del 2010), e altre due sono relative a un periodo precedente al passaggio di proprietà alla donna. 121 meno 5 però fa 116, e queste 116 le dovranno pagare. I due malcapitati hanno portato la certificazione Isee che dimostra la situazione di disagio economico della coppia e il giudice ha acconsentito alla richiesta di rateizzazione: la somma dovuta al Comune potrà essere pagata in 30 rate mensili. (AS  1062/2010)

Il navigatore non "vede" la Ztl: lunga serie di sanzioni a un turista svizzero

Il navigatore satellitare è una bellissima invenzione, ma occhio a non fidarvi troppo.
Forse sono verità e forse leggende metropolitane le storie di gente che, seguendo le sue indicazioni, è finita in un burrone o contro un edificio che pure la normale vista dell'uomo inquadrava benissimo. Di certo, l'uso eccessivamente fiducioso dell'apparecchio (che non "vedeva" la Ztl) è costato diverse centinaia di euro a un cittadino svizzero venuto di recente in vacanza a Pisa.
L'uomo, residente a Neuchatel, si era rivolto alla magistratura di pace chiedendo l'annullamento di una lunga serie di multe.
«Non essendo pratico dei luoghi - ha affermato nel suo ricorso - mi ero fidato del satellitare in mio possesso», per cui aveva accumulato una serie di verbali d'accertamento piuttosto nutrita. Considerato che la mancata conoscenza dei luoghi non rileva dal punto di vista giuridico, né rileva la buona fede, il Comune ha ribadito con successo il concetto che la segnaletica stradale in uso nelle nostre città è quella europea, quindi ben conosciuta anche dai cittadini europei. E infatti il giudice ha confermato la validità di tutti i verbali. (ES 3813/2009)

Multato in Ztl: «Ecco il permesso». Ma non era suo

Il permesso invalidi dà la possibilità di accedere alle Ztl e a parcheggiare gratuitamente negli stalli appositi, ma perché serve (o dovrebbe servire) a favorire la mobilità, appunto, degli invalidi. Non per consentire ad altri di scorrazzare liberamente per le strade cittadine. Il giudice di pace ha respinto il ricorso di un livornese che chiedeva l'annullamento di una cartella esattoriale emessa per due violazioni (transito in Ztl senza autorizzazione). «La cartella va annullata - sosteneva il ricorrente - perché ero in possesso del permesso invalidi». Il permesso effettivamente c'era, come ha potuto appurare de visu* il giudice, ma... non era suo bensì di un'altra persona, che abitava sì a Livorno però in una via diversa. (CS 166/2009)
*= visivamente, cioè di persona.

«Ero distratta»: multata 11 volte

Distrarsi una volta e non vedere un segnale, passi (anche se non evita l'eventuale sanzione); distrarsi undici volte è un po' troppo. Il giudice di pace ha confermato le contravvenzioni elevate dalla polizia municipale nei confronti di una donna che ha fatto ricorso contro ben undici verbali uguali, per la somma di 891 euro. «Sono molto distratta e non avevo visto il cartello», ha sostenuto la donna, entrata ripetutamente in Ztl senza la relativa autorizzazione. Ma, si legge in sentenza, «le eccezioni sollevate dal ricorrente sono semplici affermazioni prive di qualsiasi fondamento probatorio». Il giudice si è comunque mosso a compassione ed ha autorizzato la rateizzazione del debito: la donna potrà pagare in trenta tranche mensili da 30 euro. (MTC  289/09)

Ingressi abusivi nella Ztl in pochi minuti, vale solo la prima multa

Entri per sbaglio nella Zona a traffico limitato, ti accorgi troppo tardi del segnale di divieto (e soprattutto delle telecamere in agguato), e quando cerchi di uscire vai nel panico perché devi andare in centro e ripassi più volte dallo stesso o da un altro varco.
Risultato: invece di una multa, ne becchi magari quattro o cinque. E' giusto? Non del tutto. La prima infrazione la devi pagare: stava a te badare alla segnaletica. Ma per le infrazioni successive puoi sperare almeno nella clemenza del giudice di pace, se fai ricorso. Una donna (4 multe in 20 minuti) ha così "risparmiato" una cospicua somma, salvata dal giudice: «Le ravvicinate infrazioni contestate e successive alla prima - si legge in sentenza - non hanno motivo di esistere, poiché il principio contenuto nell'art. 8 bis, comma 4, della Legge 689/1981, in virtù del quale le violazioni amministrative successive alla prima non sono valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi ravvicinati e riconducibili a una programmazione unitaria, trova applicazione anche nel caso di infrazioni commesse a distanza ravvicinata nelle zone a traffico limitato».
Sul punto si è pronunciata la Consulta con sentenza n. 14/2007 rigettando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 198, comma 2 del codice della strada sollevata dal giudice di Pace di Milano, nella parte in cui, per le infrazioni commesse nelle zone a traffico limitato, non consente al giudice, in caso di più violazioni della stessa disposizione, di irrogare una sola sanzione sia pure aumentata fino al triplo, per violazione del principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione.
«Nel caso di specie, dunque, - afferma il giudice - in cui le infrazioni sono state rilevate a distanza temporale ravvicinata e riguardano la violazione della medesima regola, troverà applicazione il principio del cumulo, con conseguente illegittimità delle sanzioni comminate successivamente alla prima».
Ma non tutti i giudici la pensano così ed anzi è uno dei pochi casi in cui il giudice di pace pisano annulla le multe per gli ingressi abusivi in Ztl: le telecamere, è stato specificato in più sentenze, sono perfettamente legittime come mezzo per rilevare le infrazioni. (MTC, 2008)

Nella Ztl col permesso invalidi ma senza... l'invalida

Se si ha in auto un permesso invalidi, affinché sia fatto valere bisogna anche che... ci sia l'invalido. Il giudice di pace respinto l'opposizione di una donna a una multa in Ztl. «Allorché era stata rilevata l'infrazione - ha dichiarato la donna - stavo trasportando a bordo del veicolo una signora, titolare di una autorizzazione per invalidi». Ed ha aggiunto che la segnaletica in tal senso non è neanche chiara.
Il giudice ha dunque disposto l'audizione dell'invalida trasportata, o di qualche altra persona in grado di confermare i fatti esposti, ma la ricorrente non ottemperava all'ottemperanza.  Di qui la condanna: «La ricorrente è stata messa in condizioni di dimostrare la circostanza del trasporto di persona invalida, ma non è stata in grado di fornire la prova». Diversamente argomentando, si legge nella sentenza, depositata di recente, «chiunque, adducendo il fatto di trasportare un invalido, senza fornire prova alcuna potrebbe chiedere e ottenere l'annullamento della sanzione». (BN 2007)

Multato ben 10 volte in un giorno

Dieci multe per la Ztl in un giorno: non è facile, ma c'è chi è riuscito a prenderle. E ha fatto ricorso al giudice di pace (la sanzione totale è di 869 euro) ma senza  risparmiare un centesimo.  Il ricorrente è una ditta, il cui furgone  in un solo giorno ha girato tutto il centro storico venendo beccato 10 volte dalle telecamere; due giorni dopo c'è anche tornato, ma stavolta ha preso solo una multa. Davanti al giudice ha contestato la cartellonistica, definendola ingannevole, e dicendo di essere stato «pressato» dal traffico che lo seguiva. Il giudice però ha dato ragione al Comune su tutti i fronti: «Il conducente del veicolo ha pur visto le limitazioni al traffico e ciò nonostante ha continuato ad attraversare i varchi elettronici impudentemente». (2006)

Presta l'auto e va in galera, ma le multe toccano a lui

Mentre lui è in carcere, l'amico a cui ha prestato l'auto gliene combina di tutti i colori, fra soste vietate e scorribande nella Ztl. E così, una volta uscito dal carcere, il malcapitato si trova a dover pagare un sacco di multe. Querela il guidatore, ma troppo tardi, presenta un pacco di ricorsi al giudice di pace... e li perde tutti.
«Verso la fine ottobre dell'anno scorso - ha spiegato al magistrato -  ho prestato l'auto a un tale affinché la utilizzasse soltanto per poche ore, ma lui non me l'ha più restituita. Pochi giorni dopo sono stato arrestato e sono rimasto in carcere per alcuni mesi. E due mesi dopo essere uscito, ho anche sporto denuncia-querela contro quell'uomo per appropriazione indebita. Dunque, l'uso dell'autovettura avvenne contro la mia volontà». La circostanza, se riconosciuta, avrebbe escluso il principio di solidarietà, quello che vincola il proprietario a pagare (in solido col conducente). Ma non c'è stato niente da fare: «L'affidamento dell'auto a persona di generalità e residenza sconosciute - ha spiegato il giudice - costituisce condotta imprudente, che non può esonerare da responsabilità il ricorrente». Di qui la condanna al pagamento delle multe. (2006)

Le autorizzazioni non si possono prestare

I permessi della Ztl non si possono prestare. Nemmeno se la propria auto è in riparazione. Con questa motivazione il giudice ha respinto il ricorso di una donna residente in Ztl. «Ho dovuto dare in prestito la mia auto a mia figlia - ha spiegato la ricorrente, multata due volte - perchè la sua era in riparazione. Lei è in possesso di regolare permesso per transito e sosta in Ztl, pertanto aveva trasferito sulla mia auto la sua autorizzazione con l'aggiunta di un cartello a chiarimento della sostituzione».
Il Comune ha però vinto facilmente, spiegando che la ricorrente e sua figlia avevano arbitrariamente eseguito l'operazione di sostituzione: al contrario avrebbero dovuto avere l'autorizzazione dall'ufficio preposto al rilascio dei permessi, che avrebbe provveduto alla variazione per il periodo richiesto. Il giudice ha considerato che il ragionamento del Comune ha un suo fondamento logico, perché altrimenti con scuse varie si potrebbe trasferire "ad libitum" la propria autorizzazione ad altre auto così eludendo il divieto imposto. (ES 2006)

Auto guasta, non basta il cartello

Sanzionato per sosta abusiva in Ztl, un cittadino residente in centro ha proposto ricorso al giudice di pace: la sua vettura (provvista di permesso) era guasta e lui utilizzava quella della sorella, esponendo sul vetro anteriore un cartello che spiegava la situazione, insieme al permesso stesso. Ma la normativa in materia è chiara: le eventuali sostituzioni vanno chieste preventivamente. Per cui la multa è stata confermata.  (2006)

Permesso scaduto: la sanzione è giusta

Quando scade il permesso per la Ztl ricordatevi di farlo rinnovare. Se non lo fate e vi multano, poi è troppo tardi per protestare. Un cittadino ha presentato ricorso al Giudice di pace contro un verbale di accertamento a suo carico per sosta non consentita nella Ztl: il suo permesso non era più valido.
«Ho diritto al parcheggio - ha sostenuto l'automobilista in udienza - in quanto a tutt'oggi residente nella zona e per tale motivo dispongo di regolare permesso di sosta, permesso non vidimato per pura dimenticanza». Ma non c'è stato niente da fare:  il Comune ha dimostrato, carte alla mano, che il ricorrente solo dopo essere stato sanzionato si era preoccupato di farsi rinnovare il permesso e il giudice ha confermato la sanzione. (ES 2006)

Ztl: code interminabili, multa annullata. Un residente non aveva fatto in tempo a rinnovare il permesso

Code interminabili all'ufficio Ztl? Il cittadino in buona fede può vedersi annullata la multa. Il Giudice di pace ha deciso per la non colpevolezza di un cittadino, al quale il Comune aveva notificato due contravvenzioni per sosta e circolazione in zona a traffico limitato senza autorizzazione. Il cittadino aveva preso le due multe perché non aveva ancora il nuovo permesso: «Non sono riuscito a rinnovare l'autorizzazione in tempo - ha spiegato - a causa delle code interminabili esistenti presso l'ufficio competente». E il giudice gli ha dato ragione: «Al momento delle violazioni contestate - ha rilevato - il ricorrente aveva l'autorizzazione scaduta, ed ha evidenziato l'oggettiva impossibilità di rinnovare l'autorizzazione nei termini. Il Comune, dichiarandosi remissivo, ha riconosciuto il fondamento dell'atto di opposizione. Si può pertanto ritenere sussistente e riconosciuta la forza maggiore, che esclude la responsabilità del ricorrente». (AS 1086/2006)

La visita pediatrica non è stato di necessità

Lo stato di necessità deve esserci davvero: non basta dire che si andava dal medico per scansare la multa. Il giudice di pace  ha respinto il ricorso di due persone, multate (114 euro) per aver parcheggiato senza permesso in via Ztl: la sosta, asserivano, era necessaria per accompagnare il figlio dal pediatra.
Il Comune ha avuto buon gioco nel dimostrare che lo stato di necessità invocato non aveva "adeguata proporzione". E il giudice ha sancito che lo stato di necessità era insussistente, trattandosi di accompagnamento di un minore a una normale visita pediatrica. (SM  e MC 2006)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa