Il Tirreno

Farmaceutica, Gnocchi (Novartis Italia): "Azzerato da un anno il gender pay gap"

11 luglio 2024
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Roma, 11 lug. (Adnkronos Salute) - “Sono donna, madre, manager e moglie quindi mi è molto caro il tema della gender equity. In Novartis, nel 2023 abbiamo azzerato il gender pay gap. Abbiamo lavorato alacremente ma ce l'abbiamo fatta. E mi sento di dire con orgoglio che Novartis Italia è un'azienda al femminile: 10 membri del leadership team su 13 sono donne. Oltre il 56% delle donne ricopre un ruolo manageriale e il 50% di chi lavora in Novartis è donna”. Così Chiara Gnocchi, Head of Country Communication & Patient Engagement Novartis Italia intervenendo oggi al nuovo appuntamento Adnkronos Q&A ‘La cura delle persone’, al Palazzo dell’Informazione, nella Giornata mondiale della popolazione. Inoltre, “abbiamo riconosciuto il congedo parentale facoltativo a tutti i genitori, quindi sia donne che uomini - aggiunge Gnocchi - con una retribuzione che” invece di essere “al 30% per le donne previsto dalla legge, è all'80%. Quindi le donne nel congedo parentale facoltativo hanno l'80% di retribuzione. Ma non ci siamo fermati qui. Per i neopapà abbiamo applicato una politica che permette loro, se lo vorranno, di prendere le 20 settimane, quindi 5 mesi di congedo, retribuiti al 100% in caso di nascita di un figlio, rispetto ai 10 giorni che oggi consente la legge. Questo per me è veramente gender equity, che non è solo legato alle donne, ma è anche legato ai papà”. In numeri assoluti, “nel 2023, 44 mamme hanno fatto il congedo parentale obbligatoria e facoltativa, 23 papà - elenca Gnocchi - hanno fatto la paternità obbligatoria e 17 anche quella facoltativa. La differenza” è “permettere loro di avere questo momento dedicato” alla famiglia con l’assicurazione che quando tornano a lavorare avranno la stessa condizione di prima. Un ultimo messaggio riguarda l’indipendenza economica - conclude Gnocchi - Le politiche che permettono alle donne di lavorare, valorizzando la propria diversità di essere donna, è un tema fondamentale. Abbiamo la responsabilità, come aziende, di favorire politiche che permettono alle donne, ma anche agli uomini, di valorizzare la propria diversità e di permettere loro di avere un'indipendenza economica”.
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