Il Tirreno

Caso Amara: giudici, 'Davigo ha leso onere e dignità Ardita insinuando dubbi'

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Milano, 3 giu. (Adnkronos) - "Il comportamento dell'imputato ha leso la parte civile, oltre che nella sua sfera morale anche sotto il profilo della sua reputazione". Lo sostiene la corte d'appello di Brescia che lo scorso 7 marzo ha confermato la sentenza a un anno e tre mesi (pena sospesa) per l'ex componente del Csm Piercamillo Davigo a processo per rivelazione del segreto d’ufficio nell'inchiesta sulla presunta loggia Ungheria. Davigo, "senza necessità alcuna, ha sapientemente portato a conoscenza di una selezionata platea di destinatari notizie coperte da segreto investigativo attraverso una serie di incontri informali, pur consapevole di gettare una sinistra luce sull'operato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e sui due colleghi del Csm, Mancinetti e Ardita", quest'ultimo unica parte civile nel processo e rappresentato dall'avvocato Fabio Repici. "Osserva il collegio come, a prescindere dal fatto che l'azione di Davigo sia stata tutt'altro che necessitata e che le notizie confidenziali si sono estese ben oltre li perimetro della stretta cerchia dei consiglieri del Csm, non vi siano margini di incertezza sul fatto che l'imputato abbia operato in modo tale da insinuare, quanto meno, il dubbio nella maggior parte dei destinatari delle sue confidenze circa l'appartenenza ad una loggia massonica di Ardita, cosi andando a lederne l'onore e il prestigio", si legge nel provvedimento di oltre cento pagine.

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