Il Tirreno

Governo: un anno fa l'addio a Franco Frattini, il gentile servitore delle istituzioni/Adnkronos

22 dicembre 2023
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Roma, 22 dic. (Adnkronos) - Un'istituzione prima ancora che un servitore delle istituzioni, ricordato per la massima correttezza e l'innata gentilezza. Parole che descrivono il profilo di Franco Frattini, morto alla vigilia del Natale dello scorso anno dopo una lunga malattia, all'epoca presidente del Consiglio di Stato, culmine di una carriera costellata di incarichi di natura politica e amministrativa, che si sarebbe potuta concludere al vertice delle Istituzioni. Di lui infatti nel gennaio del 2022 si parlò per una candidatura alla Presidenza della Repubblica, prima della rielezione di Sergio Mattarella. Nato a Roma il 14 marzo 1957, Frattini nel 1981 diventa procuratore dello Stato e nel 1984 magistrato presso il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte e dal 1986, quale vincitore di concorso, è Consigliere di Stato. Nominato segretario generale della Presidenza del Consiglio nel maggio del 1994, a gennaio del 1995 entra nel Governo di Lamberto Dini come ministro della Funzione pubblica. Sarà titolare dello stesso dicastero nel secondo Esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, a partire dal maggio 2001 fino al novembre dell'anno successivo, quando assumerà l'incarico di ministro degli Esteri. Alla Farnesina resta fino al 2004, quando si trasferisce alla Commissione europea guidata da Manuel Barroso, nominato vicepresidente con le deleghe per la giustizia, la libertà e la sicurezza. Con il ritorno al Governo di Berlusconi, dal 2008 è di nuovo ministro degli Esteri. Eletto alla Camera per la prima volta nel 1996, ne è stato membro per tre legislature, assumendo, tra l'altro la carica di presidente del Comitato per i Servizi di sicurezza tra il 1996 e il 2001. Terminata l'esperienza parlamentare nel 2013 si dedica all'impegno di carattere giuridico, fino ad arrivare appunto alla presidenza del Consiglio di Stato nel gennaio del 2022, ricoperta fino alla morte un anno fa. "Un protagonista di alto profilo", della Repubblica, affermò il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ricordandone la figura. "Uomo garbato e intelligente, un servitore delle istituzioni", aggiunse il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Presidente gentile, riservato, rigoroso ed equilibrato, sempre sorridente e disponibile all’ascolto, un servitore dello Stato senza eguali", il ricordo di Luigi Maruotti, suo erede a Palazzo Spada. "Non era soltanto un servitore delle Istituzioni, era un'istituzione", fu il saluto di Gianni Letta, rendendo omaggio alla camera ardente.
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