Sicurezza
**Mes: Schlein accusa Meloni, 'vendetta per sconfitta su patto', e pone questione Giorgetti**
3 MINUTI DI LETTURA
Roma, 21 dic. (Adnkronos) - Una "ritorsione", una "piccola vendetta" dopo la "sconfitta politica sul Patto di stabilità". Elly Schlein accusa Fdi di Giorgia Meloni e la Lega di Matteo Salvini, ritrovatisi oggi sul fronte del sovranismo, di aver usato la bocciatura del Mes come 'rappresaglia' per una trattativa in Ue finita peggio delle aspettative. Con una doppia conseguenza. La prima, collettiva: "Un danno all'Italia". La seconda, personale: il 'caso' Giorgetti. Il ministro dell'Economia è stato "smentito" dalla sua maggioranza, "dovrebbe valutare le dimissioni", osserva la segretaria dem. Anche le opposizioni però si sono divise: Pd, Azione, Iv e Più Europa hanno votato sì, Avs astenuta e no da M5S. "Il campo largo è morto, Conte che credibilità ha come alleato per il Pd?", rimarca subito Matteo Renzi. Schlein non nasconde le differenze, ma cerca di buttare la palla nell'altro campo: "La spaccatura più evidente c'è stata nella maggioranza". E ribadisce una tesi già sostenuta ieri in conferenza stampa al Senato sulla manovra: "Anche se ci sono differenze dentro la maggioranza, nessuno mette in dubbio che possano governare insieme. Non capisco perché queste differenze dovrebbero impedire a noi di costruire alleanze sui territori". Per Schlein quella di oggi in aula alla Camera sul Mes è stata una "sceneggiata, su cui Giorgia Meloni dovrebbe chiedere scusa all'Italia" che "è la conseguenza della sconfitta politica di ieri che non hanno avuto coraggio di ammettere". Quella sul Patto di stabilità. "Avevano detto che avrebbero utilizzato il Mes come strumento di trattativa sul Patto di stabilità. E invece che succede? Succede che si sono smascherati da soli. Ieri hanno accettato a testa bassa un accordo fatto da Francia e Germania e oggi confessano con questo voto sul Mes, che mai è entrato nella trattativa, di essere stati sconfitti ieri sul Patto". Ma, sottolinea Schlein, a fare le spese della 'ritorsione' del governo sul Mes è il Paese: "Hanno perso ieri nel negoziato sul Patto e dopo quella bruciante umiliazione hanno pensato di fare una ritorsione. Ma il messaggio ritorsivo danneggia la credibilità dell'Italia perché erano gli impegni che l'Italia aveva preso. Non si stava chiedendo l'attivazione del Mes in Italia ma perché impedire a tutta l'Europa di andare avanti sulle modifiche concordate?". L'altra 'vittima' di quanto accaduto oggi, oltre al Paese, per la segretaria del Pd è Giancarlo Giorgetti. Dovrebbe valutare le dimissioni? "Sì, esattamente. Ha subito una colossale smentita dalla sua maggioranza, dovrebbe ragionare sulle conseguenze". Una 'smentita' che chiude il capitolo Mes? Non proprio. Oggi il leghista Alberto Bagnai da sempre ostile al Mes, diceva: "Termina qui una battaglia ultradecennale, che come Lega abbiamo portato avanti con convinzione e da sempre. Il Parlamento ha messo fine a un dibattito anacronistico e stantio". Ma il percorso del Mes potrebbe non essere chiuso. Il ddl di ratifica, quello di oggi era in quota opposizioni, potrebbe essere ripresentato purché con 'significative' modifiche. "Quali? Magari -spiega Federico Fornaro del Pd- potrebbe essere introdotta la clausola tedesca. Sarebbe una significativa modifica". Il riferimento è alla clausola inserita dalla Germania che prevede che, nel caso si decida di accedere al Mes, occorrerebbe un voto a maggioranza qualificata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google