Toscana
**Manovra: Schlein boccia Meloni, 'destra frena Italia e abbassa la testa in Ue su patto'**
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Roma, 20 dic. (Adnkronos) - Una lunga conferenza stampa al Senato sulla manovra del governo Meloni che si allarga anche a temi caldi, come il patto di stabilità. "Francia e Germania si sono accordate su un compromesso che ci danneggia e l'Italia prende atto a testa bassa", la stroncatura di Elly Schlein. Nelle domande c'è spazio pure per le dinamiche della potenziale coalizione di centrosinistra. La segretaria non scarta dal ruolo di federatrice o tessitrice o come lo si vuole chiamare: non replica agli attacchi di Giuseppe Conte, rilancia la necessità dell'alternativa e di "comporre le differenze" perché "nessuno può farcela da solo". La segretaria dem cita il centrodestra che pure è diviso, vedi il Mes, ma "nessuno mette in discussione che siano in grado di fare un governo insieme". Sulla manovra l'elenco delle critiche è lungo. Schlein lo riassume così: "La destra frena l'Italia". La 'frena' perchè la seconda legge di bilancio del governo Meloni "non ha una visione del futuro", "gli investimenti sono zero", taglia su sanità e pensioni e spreca pure risorse "in mance e mancette". Un affondo anche sui tempi: "Arriveremo fino al 30 di dicembre anche quest'anno. Così pronti alla fine non erano...". Intanto però oggi le opposizioni hanno ottenuto che alla Camera, dopo il via libera al Senato previsto per il 22 dicembre, il governo non metta la fiducia e così potranno essere discussi alcuni emendamenti. Il patto è che non si vada oltre il 29 dicembre per il voto finale. "Non faremo una valanga di emendamenti, dando al governo il pretesto di mettere la fiducia. Faremo emendamenti puntuali", spiega Ubaldo Pagano in conferenza stampa. Questi alcuni temi: salario minimo, fondo Italia 2035 per riconversione ecologica, soppressione tagli alle pensioni, congedi maternità e paternità paritari e poi gratuità libri, mense e asili nido, incremento fondo affitti studenti, fisco, casa, sanità, alluvione. "Dovranno assumersi la responsabilità di dire no", sottolinea la capogruppo Chiara Braga. Un 'no' al Pd è già arrivato. Quello sulle risorse per il contrasto alla violenza di genere. "Sono rimasta delusa sull'appello che avevo lanciato -dice Schlein- di aggiungere le loro risorse alle nostre, rinunciando alle mance e mancette. Ci sono stati solo ieri altri due femminicidi: davanti a un'emergenza quotidiana le opposizioni si sono unite per dire 'mettiamo tutte le risorse lasciate al Parlamento" sul contrasto alla violenza di genere. E la maggioranza? Niente, hanno preferito dare soldi ai golf club. Hanno pure dato 55mila euro all''Associazione antichissima rappresentazione misteri di Santa Cristina' che sarà pure antichissima ma per noi resta un mistero..''. Il governo ha preferito "le mance ai problemi del Paese", aggiunge il senatore Daniele Manca. Quindi si passa al capitolo europeo e al patto di stabilità in discussione in queste ore all'Ecofin. ''Il governo rischia di far tornare il paese alle rigide regole dell'austerità. Francia e Germania si sono accordate e l'Italia prende atto a testa bassa. Il governo del resto è stato assente e privo di capacità negoziale. E il risultato è che siamo rimasti a guardare mentre si approvava un compromesso dannoso per l'Italia". Sottolinea Antonio Misiani, senatore e responsabile Economia Pd: "Il governo sta per dare l'ok a un quadro di regole che è molto peggiore rispetto alla proposta che aveva avanzato la commissione europea". Un esito su cui sono "evidenti le responsabilità del governo con la logica del 'pacchetto' e il ridicolo balletto sul Mes invece di fare asse e stringere alleanze con Paesi che hanno una condizione simile alla nostra". Sul patto di stabilità, rimarca Schlein, "spero almeno abbiano il buongusto di non farla passare come una conquista''. Come, osserva, non sia spacciato per un successo il patto sui migranti raggiunto oggi in Ue. "Vediamo molte più ombre che luci. Aspettiamo di vedere i testi. Il Pd si è sempre battuto per superamento Dublino ma questo accordo non lo supera. C'è una solidarietà obbligatoria ma flessibile. Vuole dire che si potrà scegliere di pagare per non accogliere, in qualche modo dando un prezzo al diritto all'accoglienza. E se qualcuno decide di pagare vuol dire che quei migranti restano in Italia: forse governo non se ne è accorto...". Infine il capitolo 'centrosinistra'. A Schlein viene chiesto delle parole dure di Conte. "Federatrice? Si ma delle correnti Pd", ha detto l'altro giorno. La segretaria però continua a non ribattere ed anzi rilancia la necessità di una alleanza che è "quello che ci chiedono gli elettori". Dice Schlein: "Nessuna forza oggi può pensare di farcela da sola, è vero che ci sono differenze ma le differenze si possono comporre. Invece di fare quattro puntate sulla stessa battaglia, facciamo insieme la stessa battaglia. Come sul salario minimo che ha costretto il governo a un incontro farsa a palazzo Chigi. Dobbiamo riuscire a unire maggiormente le forze, il mio avversario è il governo Meloni e non sentirete mai da me una polemica sulle altre opposizioni".
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