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**Mo: l'esperta, 'Houthi ricevono aiuto militare Iran, ma non sono creazione di Teheran'**
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Roma, 19 dic. (Adnkronos) - Gli Houthi "ricevono aiuto militare dall'Iran", ma "non sono una creazione dell'Iran, non possono essere considerati 'proxy' di Teheran". Eleonora Ardemagni, analista Ispi e Università Cattolica di Milano, esperta di Yemen, monarchie del Golfo e forze militari arabe fa con l'Adnkronos il punto mentre si parla della nuova task force marittima per contrastare gli Houthi nel Mar Rosso. Ardemagni parla di un 'contributo' della Repubblica Islamica che "è stato decisivo affinché gli Houthi si trasformassero da attore di guerriglia locale in Yemen ad attore capace di portare attacchi a livello del Golfo, innanzitutto contro l'Arabia Saudita, e a livello regionale". "Decisivo", evidenzia, "il ruolo dell'Iran, insieme agli Hezbollah libanesi, per l'addestramento degli Houthi all'uso di armi più sofisticate". Ma gli Houthi, rimarca, "sono un attore yemenita con obiettivi locali", ovvero l'autonomia del nord dello Yemen, teatro di un conflitto esploso nel 2014 tra gli Houthi e le forze dell'allora governo di Sana'a. E oggi tra Houthi e Repubblica Islamica "esiste un'alleanza di convenienza, che soprattutto dopo il 2015 (con l'inizio dell'intervento militare saudita contro gli Houthi in Yemen) ha spinto gli Houthi ad avvicinarsi ancora di più all'Iran per contrastare i sauditi". Di "azioni portate avanti in modo indipendente" da parte degli Houthi ha parlato oggi il vice ministro degli Esteri iraniano, Ali Bagheri Kani. Gli Houthi, spiega l'esperta, "hanno un'autonomia decisionale rispetto alle indicazioni di Teheran", anche se "in questo momento gli obiettivi convergono e Houthi e Repubblica Islamica sono accomunati da un forte sentimento anti-Usa e anti-Israele". E l'Iran "è un attore ambiguo". Quindi, "è vero che sono attori locali con obiettivi specifici che vanno al di là di quelli dell'Iran, ma fanno parte comunque della galassia di attori armati schierati con Teheran", sottolinea l'autrice della monografia 'The Huthis: Adaptable Players in Yemen's Multiple Geographies' e co-curatrice per Yemen del Rapporto Ispi 2022 'From Warlords to Statelords: Armed Groups and Power Trajectories in Libya and Yemen'. Ed è anche in questo quadro che la crisi in Yemen resta tra le più gravi emergenze al mondo. "Dal 2022 la tregua nazionale, negoziata da Nazioni Unite tra Houthi e governo riconosciuto, ha fatto diminuire notevolmente la violenza in Yemen", ricorda. Tuttavia la tregua è tecnicamente scaduta nell'ottobre del 2022. E, "l'Arabia Saudita, capito di non poter sconfiggere militarmente gli Houthi, ha avviato colloqui diretti con loro", ha tentato la via diplomatica, ma - sottolinea - "i colloqui hanno escluso il governo riconosciuto e questo crea molte tensioni". Così, conclude Ardemagni, "se mai ci fosse un cessate il fuoco tra Houthi e sauditi, che sembra comunque difficile anche per gli attacchi nel Mar Rosso, ciò non significherebbe una pacificazione in Yemen perché non sarebbero coinvolti tutti gli attori".
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