Il Tirreno

**Europee: è competition verso voto, Conte attacca Pd ma non si candida, e Schlein?**

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Roma, 18 dic. (Adnkronos) - "Il problema è farsi federare...". Sono bastate 48 ore e la postilla di Romano Prodi all'investitura di Elly Schlein a 'federatrice' del centrosinistra, è deflagrata. "Federatrice? Sì, ma delle correnti Pd", l'entrata a gamba tesa di Giuseppe Conte che alla segretaria dem quel ruolo non lo riconosce. "Noi al M5S non abbiamo bisogno di nessun federatore". E Schlein che risponde? Nulla. Lei continua a comportarsi da 'federatrice'. "Il nostro avversario è e resta Giorgia Meloni e il suo governo", rimarcano dal Nazareno ricordando che mai una parola è stata detta contro le altre opposizioni. Semmai "Schlein ha sempre cercato di costruire battaglie comuni sui temi, come sul salario minimo, avendo lei la responsabilità di guidare il primo partito dell'opposizione", sottolineano dallo staff della segretaria nei giorni in cui viene alimentata la soluzione di risolvere il tema della guida del centrosinistra prendendo a modello la coalizione avversaria: nel centrodestra chi prende più voti, conquista la leadership. Che una strada del genere sia più o meno percorribile o realizzabile, conferma comunque la posta del voto di giugno. C'è tanto in gioco. Giorgia Meloni sembra pronta candidarsi capolista per capitalizzare al massimo il consenso di Fdi. Giuseppe Conte invece ha già fatto sapere, e lo ha ripetuto anche oggi, che non sarà della partita. E Schlein? Chi tra i dem spinge per la candidatura, scommette che la segretaria capolista avrebbe una funzione di traino per la lista Pd, rafforzando anche il ruolo di Schlein. Lei non ha ancora chiarito le sue intenzioni. E sembra intenzionata a non farlo a stretto giro. Lo confermava anche sabato agli Studios parlando con i cronisti. Ma tra i dem comincia ad affiorare il pressing per dare un'accelerata. Lo ha fatto oggi Alessandro Alfieri, area riformista. "I collegi sono enormi, col voto di preferenza. I candidati devono poter partire subito". Una sollecitazione quella di Alfieri che raccoglie umori di parte dei dem. Anche alla due giorni Pd sull'Europa, tra aspiranti candidati e ricandidati, si lamentava la totale assenza di indicazioni finora. "Le liste? Non abbiamo idea". Al momento ci sono più disponibilità che certezze. Si sono fatti avanti molti sindaci, a termine mandato, da quello di Firenze, Dario Nardella, a quello di Pesaro, Matteo Ricci. Schlein , almeno in linea di principio, un accenno al Forum dem lo ha fatto raccogliendo il suggerimento di Prodi a mandare in Europa una "squadra competente". La segretaria ha spiegato che si tratterà di "liste aperte" e saranno costruite né come "premi di consolazione, né come bilancino delle correnti". Insomma, quello che si delinea potrebbe essere un mix tra l'apertura a candidature esterne, valorizzazione di quelle interne, come i sindaci, e conferme di eurodeputati uscenti. Intanto, sulla polemica Conte arriva una replica proprio dalla delegazione Pd in Ue. Dice la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno: "Conte dovrebbe essere più rispettoso e ricordare che il moltissimi casi, per esempio nel caso di moltissime competizioni regionali e locali, la nostra comunità politica ha dato prova di molta generosità e di moltissima pazienza. Ma ogni pazienza ha un limite. È tempo di costruire un'alternativa alla destra, chiarisca senza giri di parole se intende costruirla insieme o se per suoi interessi elettorali, a prevalere è la corsa contro il Pd".

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