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**Milano: Salcioli (Assiom Forex), 'città top nel mondo, oltre al lavoro c'è vita'**
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Milano, 16 dic. (Adnkronos) - Una città cresciuta dal punto di vista sociale, culturale e di attrattività: oggi Milano sembra non aver nulla da invidiare alle altre grandi città europee e mondiali. Soprattutto perché la qualità della vita è una spanna sopra alle altre. Parola di manager. All'Adnkronos, Gian Marco Salcioli, strategist per Assiom Forex ed esperto di mercati, spiega perché negli ultimi anni il capoluogo lombardo è stato letteralmente preso d'assalto dai grandi gruppi finanziari stranieri che qui hanno aperto o potenziato uffici, facendo la felicità di operatori abituati alle grandi metropoli finanziarie che qui hanno riscoperto il piacere di vivere, tra panorami mozzafiato, patrimonio artistico e culturale unico, specialità alimentari da gourmet e mete turistiche a portata di mano. "Per anni -dice Salcioli all'Adnkronos- ho lavorato in finanza nel mondo anglosassone, alle prese con la quasi dogmatica religiosità della city londinese che poi è stata completamente scardinata con la Brexit". Ed è stata proprio la Brexit, unitamente alla pandemia, ad aver orientato il cambiamento della materia, in termini di finanza: "Dopo la Brexit c'è stata un'ondata di ingressi a Milano, che ha spinto i servizi e tutti gli asset collegati verso una fascia molto alta, contribuendo ad un forte cambio di scenario della città. La pandemia, da parte sua, ha poi contribuito a sdoganare il fatto che anche nella gestione del rischio non necessariamente tutti si dovesse essere nello stesso luogo fisico". Attraverso la tecnologia, cioè, "gli operatori potevano continuare la loro attività di compliance, monitorando efficacemente i rischi, pur essendo geograficamente decentrati. E questo ha aperto le porte verso Milano da parte di grandi istituti di investimento internazionali, come ad esempio gli americani Goldman e J.P.Morgan, che hanno riallocato sia le attività commerciali che quelle relative alla gestione del rischio, aprendo o potenziando uffici sotto alla Madonnina. E non è tutto; la cosa più interessante è che nel rilocalizzare le attività hanno tenuto in grande considerazione quell'acronimo che sentiamo sempre più spesso nominare, che è Esg, puntando molto sulla parte 's', cioè 'social'". In altre parole, "hanno fatto in modo che ci fosse una grande attenzione alla persona, cercando di valorizzare ciò che permette di essere più produttivi: la qualità della vita. Ed è così che la scelta è arrivata a Milano, una città che è diventata sempre più mitteleuropea, conservando però le sue eccellenze legate alla tradizione e alla cultura nazionale. Tutto ciò è quindi diventato parte integrante di alcune asset class, soprattutto sulla fascia alta. Non per niente, un recente studio di Deutsche Bank ha confermato Milano come città più cara per un weekend a cinque stelle. Tutto questo dà l'idea di una trasformazione silenziosa e culturale di Milano". Del resto, osserva Salcioli, "quando sei all'estero, anche quando finisci di lavorare sei quasi sempre 'costretto' a rimanere nella zona dove operi, con tutte le conseguenze che questo determina, in termini di possibilità di scelta, di prezzi e di possibilità di svago". A Milano, invece, ovunque ti trovi a lavorare, "quando finisci puoi scegliere di andare dove vuoi perché per raggiungere qualunque destinazione ci vuole un attimo. Ovunque è pieno di ottimi ristoranti, i prezzi sono più o meno accettabili e il cibo è sempre di alta qualità". E poi "ci sono soluzioni abitative stupende, con prezzi relativamente meno cari rispetto ad altre città; si è vicini a laghi e montagne, mari e città d'arte, c'è un clima tutto sommato buono e si possono fare sport e passeggiate in tanti parchi cittadini". "Certamente -ammette- negli ultimi anni il costo della vita è aumentato, l'inflazione pesa, ma Milano possiede tanti lati positivi che oggi sono stati scoperti da tantissime persone, che dicono: 'Perché no?', visto che la tecnologia lo permette. L'aspetto che su tutti influisce è il cosiddetto 'commuting time' che a Milano è molto basso, dato che le distanze, rispetto alle grandi metropoli internazionali, sono molto più ridotte e i mezzi di trasporto collegano tutte le parti della città. Quando ero a Londra, invece, impiegavo anche un'ora e 40 per andare sul posto di lavoro, e altrettanto per tornare. Sembra banale, ma anche questo contribuisce non poco ad alimentare la qualità della vita". E infine, ironizza, "persino i più grandi calciatori del mondo scelgono sempre più spesso Milano e non vogliono più lasciarla perché adorano il glamour e la bellezza della città. Mai, in passato, Milano aveva vissuto uno splendore com'è adesso". Quanto al tema della sicurezza, "rispetto alle grandi metropoli, quello di Milano non costituisce un problema insormontabile". Dunque ha ragione il sindaco Sala, sulla campagna di denigrazione contro Milano? "Forse. Per me Milano è 'the place to be'. Esagero? Diciamo allora che è uno dei grandi 'place to be' nel mondo".
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