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Mo: Israele dichiara diversi ostaggi 'morti' in assenza di prove che siano in vita
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Tel Aviv, 12 dic. (Adnkronos) - Una commissione medica composta da tre membri del Ministero della Sanità israeliano, in assenza di prove 'fisiche' che sono in vita, ha dichiarato morti diversi ostaggi israeliani. La commissione, istituita circa due settimane dopo l’inizio della guerra di Gaza, ha come finalità quella di definire se gli ostaggi nelle mani di Hamas possono essere considerati ancora vivi oppure no, cancellando in tal modo inutili speranze nelle famiglie desiderose si conoscere la sorte dei propri cari. Le donne sposate con un ostaggio ritenuto morto possono ora essere dichiarate vedove dal rabbino capo dell'Idf e dal rabbinato capo di Israele, in modo che possano eventualmente risposarsi senza essere designate come "aguna" ("donna incatenata", il cui marito è scomparso o l'ha lasciata, e al quale, secondo la legge ebraica, è ancora tecnicamente sposata). I medici della commissione hanno analizzato i video e altre informazioni del massacro e del rapimento del 7 ottobre da parte dei terroristi di Hamas nel sud di Israele, cercando segni di ferite letali tra le persone rapite e incrociando i dati con le testimonianze degli ostaggi finora liberati. “Come capo dell'unità traumatologica del mio ospedale per anni, comandante dell'ospedale da campo delle forze di difesa israeliane che fornisce assistenza medica urgente in disastri stranieri”, ha detto il un medico della commissione, “ho visto migliaia di cadaveri nella mia carriera. Ma in queste poche settimane non mi ero mai trovato coinvolto in una situazione così straziante. Siamo stati esposti a vari tipi di informazioni e abbiamo dovuto determinare quali ostaggi fossero deceduti senza esaminare o addirittura vedere corpi o parti del corpo”.
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