Il Tirreno

Violenza su donne: Palestina libera, Ponte e Rdc nella piattaforma della manifestazione

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Roma, 24 nov (Adnkronos) - "Le maree del 25 Novembre tornano in piazza contro il governo, le sue politiche e le sue retoriche, che dietro una misera facciata di contrarietà alla violenza nei fatti ne riproduce e anzi consolida le fondamenta in tutti gli ambiti della vita: dalla scuola, alla famiglia, alle relazioni interpersonali, agli ospedali, ai tribunali, alle politiche pubbliche". La piattaforma della manifestazione che 'Non una di meno' ha proposto per la manifestazione contro la violenza sulle donne a Roma e Messina supera i confini delle rivendicazioni sulla "violenza patriarcale". Scorrendo l'appello degli organizzatori si trovano, ovviamente, tutti i punti cardine del contrasto all'"attacco sempre più feroce all’autodeterminazione di donne, persone non binarie e LGBTQIAPK, con disabilità, migranti e seconde generazioni, sex workers e alle persone povere". Ma anche molto di più. A partire dal fatto che si torna in piazza "contro il governo, le sue politiche e le sue retoriche". Tra l'altro, spiegano sempre gli organizzatori, "non vediamo discontinuità vera tra questo governo di estrema destra della Meloni e i precedenti meno conservatori e nazionalisti". Tra i temi citati c'è poi la "cancellazione del reddito di cittadinanza e l’affossamento del – seppur pallido e del tutto insufficiente – tentativo di fissare un tetto per il salario minimo"; il ponte sullo Stretto (definito "un grande specchio per le allodole" e "il Mostro"); i "tentativi di moltiplicare le basi militari" e le "pratiche di controllo varie; quali ricoprire le Città di Venezia e Messina di telecamere a riconoscimento facciale (prodotte in Israele)". (Adnkronos) - Ma è sulla situazione in Medio oriente che 'Non una di meno' prende le posizioni più nette. A partire dal manifesto dell'evento, in cui si legge "Palestina libera". A questo proposito, nella piattaforma si legge: "Lo stato Italiano deve smetterla di essere complice di genocidi in tutto il mondo e schierandosi in aperto supporto dello stato coloniale di Israele, appoggia di fatto il genocidio in corso del popolo Palestinese". Inoltre, "sappiamo che la guerra è la manifestazione più totalizzante della violenza patriarcale" e "per questo, e più che mai, siamo al fianco del popolo palestinese che affronta l’ultimo episodio della lunga storia di un genocidio portato avanti da uno degli apparati politico-militari più potenti al mondo, lo Stato di Israele. Non ci sono margini di ambiguità in questa storia di colonialismo, razzismo e violenza, tesa a cancellare il territorio palestinese e, soprattutto, il suo popolo". La piattaforma, in coerenza, chiede "un chiaro posizionamento in favore del popolo palestinese e della sua liberazione e una visione antimilitarista che ci permetta di evidenziare come i conflitti armati siano l’espressione più terribile della violenza patriarcale".

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