Il Tirreno

**Amministrative: alla ricerca del 'campo largo', ma per Pd-M5S precedenti tra luci e ombre**

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Roma, 6 nov. (Adnkronos) - Alla ricerca del 'campo largo'. O comunque di coalizioni alternative al centrodestra. Questo l'obiettivo dichiarato del Pd di Elly Schlein in vista delle regionali e amministrative del prossimo anno. Se per i comuni il doppio turno può consentire apparentamenti al ballottaggio, il sistema elettorale delle regionali invece spinge alla costruzione di coalizioni per essere competitivi. Non a caso i dem hanno congelato le primarie sia in Sardegna che in Piemonte per arrivare a chiudere un accordo con i 5 Stelle che di gazebo non vogliono sentirne parlare. L'alleanza è già chiusa in Abruzzo e comprende anche Azione. E' di oggi poi la suggestione, sostenuta da M5S, del rettore Tomaso Montanari come candidato sindaco a Firenze. Grandi lavori in corso, insomma. C'è da dire però, guardando ai precedenti, che non sempre il 'campo largo' è stato garanzia di successo. Anzi spesso sono prevalse le delusioni. Con una costante: i leader non si fanno vedere insieme in campagna elettorale. E' successo alle amministrative del maggio scorso e da ultimo anche alle suppletive a Monza e alle comunali a Foggia, uno dei pochissimi casi di 'campo larghissimo' da Azione a Avs, strappata al centrodestra. REGIONALI MOLISE - Unica eccezione le elezioni regionali in Molise a giugno. Qui, caso raro, ci fu una foto insieme di Schlein, Conte, Fratoianni. Al tavolo di un bar, però, non sul palco di un comizio. E senza molto successo vista la sconfitta di Roberto Gravina dei 5 Stelle, sostenuto da una coalizione di centrosinistra con Pd e Alleanza Verdi-Sinistra. AMMINISTRATIVE 2023 - Alle amministrative di maggio la 'coppia' Pd-M5S è risultata vincente solo in uno dei 6 capoluoghi (su 17) in cui si era chiusa l'alleanza, ovvero a Teramo. Niente da fare a Brindisi, Catania, Pisa, Teramo, Siracusa, Latina. Una tornata con performance non brillanti per i pentastellati: al nord le liste M5s non hanno raggiunto neanche il 2%. Sopra al 5% i pentastellati sono andati solo a Terni e a Brindisi. Mentre lo schema Pd-Terzo Polo ha funzionato in 2 comuni: Brescia e Vicenza. COMUNALI UDINE 2023 - A Udine un esempio di 'campo larghissimo', raggiunto con apparentamenti al ballottaggio, ha consentito lo scorso aprile a Alberto Felice De Toni di strappare la città al centrodestra. De Toni era sostenuto da una coalizione di centrosinistra con Terzo Polo e liste civiche. Al ballottaggio ha avuto l'appoggio del M5s. AMMINISTRATIVE 2022 - Andando indietro, ai tempi della segreteria di Enrico Letta, vi fu un'altra tornata amministrativa nel giugno 2022 in cui furono numerosi gli accordi elettorali tra 'giallo rossi', quasi ovunque i 5 Stelle sostennero candidati a sindaco dem. L'alleanza venne stretta in 18 capoluoghi di provincia su 26, compresi quattro capoluoghi di regione (Genova, Palermo, l’Aquila e Catanzaro). Quella tornata elettorale, a differenza di quella di quest'anno, andò bene per il Pd che strappò al centrodestra città come Verona, Alessandria, Piacenza, Monza, Parma, Catanzaro, Cuneo e Carrara. Nella quale però l'apporto dei 5 Stelle fu limitato visti i magri risultati elettorali dei pentastellati.

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