Lutto
Tennis: Volandri, 'Sinner penalizzato a Bercy, non esiste proprio quello che è accaduto'
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Roma, 3 nov. (Adnkronos) - "Quanto successo a Sinner a Parigi Bercy si poteva evitare? Decisamente si, perché la cosa è stata reiterata. Per tre giorni di fila hanno sempre finito tardissimo di giocare, con la differenza che Jannik, iniziando il torneo di mercoledì, avrebbe giocato tutti i giorni, non esiste proprio. Sono orari che, se il giorno dopo devi rigiocare, non ti danno il tempo materiale, necessario, per recuperare, per dormire, per essere pronto per il giorno successivo. Non ci dimentichiamo che siamo a novembre, a fine stagione, e i giocatori sono oggettivamente stanchi dopo una stagione che è lunga, con mille fusi orari, ed è tutto molto complicato, in particolare l'ultima settimana dell'anno. A volte il torneo di Bercy si lamenta di non avere i migliori giocatori, ma se continuano a farli giocare alle 2,30 di notte non li invoglia di certo a venire". Questo il pensiero espresso dal capitano azzurro di Coppa Davis Filippo Volandri, all'Adnkronos, su quanto avvenuto a Jannik Sinner al Masters 1000 di Parigi-Bercy, con l'altoatesino che ha finito di giocare e vincere con Mackenzie McDonald alle 2.37 di notte e il giorno dopo avrebbe dovuto giocare alle 17 contro Alex de Minaur ma ha scelto di ritirarsi. "Sono tutti penalizzati, il pubblico, le Tv, i giocatori e lo stesso torneo. Ci rimettono tutti. Non ha senso mettere sei incontri sul Centrale alle 11, è un rischio troppo alto. E' vero che non hanno questa grande struttura ma dovrebbero sfruttare di più il campo 1, mettendo un match in più lì. Quest'anno è su 7 giorni ed è ancora più complicato, ma non si possono mettere sei incontri alle 11 sul Centrale", ha aggiunto Volandri, che sulla possibilità che i giocatori chiedessero di non giocare, ha chiarito: "Se potevano rifiutarsi di giocare? No, proprio per rispetto del sistema e delle persone che erano rimaste lì. Ovviamente i conti li fai dopo, e avendo giocato due ore e mezza, finito a quell'orario e dovendo giocare alle 17 il giorno successivo con un giocatore che aveva giocato molto prima, si è scelto di non farlo. Certo l'incontro invece delle 17 si poteva programmare alle 19,30 o 20,30, si poteva fare di meglio".
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