Sicurezza
Ki group: pm Milano, 'Bioera cavaliere bianco che non sa salvare nemmeno se stesso'
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Milano, 2 nov. (Adnkronos) - "Bioera si è presentata come il cavaliere bianco pronto a salvare Ki Group, ma ha un patrimonio netto negativo di oltre 5 milioni di euro, non offre garanzie, dovrebbe salvare tutti ma non riesce a salvare neppure se stessa". E' questa in sintesi l'argomentazione con cui la procura di Milano ha ribadito la richiesta la liquidazione giudiziale - il vecchio fallimento - per Ki Group srl, la holding e Bioera: il gruppo del bio ora in disgrazia, dopo la gestione dell'attuale ministro del Turismo Daniela Santanchè (uscita dalla governance nel 2022) e dell'ex compagno Canio Mazzaro. I rappresentanti della procura, l'aggiunto Laura Pedio e la pm Maria Giuseppina Gravina, hanno chiesto in subordine, laddove non venisse riconosciuto il gruppo come unico soggetto, il fallimento delle singole società, tema su cui il collegio del tribunale civile si è riservato. Al fallimento giudiziale si oppongono le società chiamate in causa, a partire da Bioera che ha reso noto l'iscrizione nel registro delle imprese del nominativo dell’esperto per la composizione negoziata, nonché l'iscrizione delle misure protettive, funzionali alle trattative e intese al blocco temporaneo della richiesta di liquidazione giudiziale. La tesi difensiva è che il 'fallimento' rischierebbe di coinvolgere società sane del gruppo che potrebbe contare su un finanziamento da parte di Golden eagle capital advisors (Geca) capace di risanare la quotata, a differenza di quanto sostenuto dalla procura che ritiene invece manchino da parte di Bioera capacità finanziarie per coprire il buco della holding, consentire l'acquisto dei marchi e coprire le garanzie su un immobile a Perugia. E altre garanzie, anche queste contestate dalla procura, sarebbero garantite dal fondo Negma su Ki group. L'interesse delle difese a risolvere la controversia fuori dalle aule di giustizia lo testimonia la doppia mossa arrivata a poche ore dall'udienza. Non solo il ricorso al registro delle imprese, ma anche un bonifico con cui sono stati versati 140 mila euro a cinque dipendenti della srl rappresentati dall'avvocato Davide Carbone, e altri 250 mila euro - da quanto si apprende - potrebbero essere versati nei confronti di sei agenti di commercio che lamentano provvigioni non saldati e pagamenti per poco più di 300mila euro. "Non posso che augurarmi che le aziende si salvino così anche la parte mancante dei dipendenti non ancora saldati possano portare a casa quanto dovuto", spiega il legale Carbone al termine dell'udienza durata un paio di ore. Un auspicio su cui la parola spetta ora ai giudici.
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