Toscana
Salario minimo: Orlando (Pd), 'governo insabbia nostra proposta ma non 3mln lavoratori poveri'
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Roma, 19 ott (Adnkronos) - "Mi sembra che il governo abbia cercato di insabbiare la vicenda con un passaggio in commissione, però si può insabbiare la proposta dell'opposizione ma non la ragione da cui nasce quella proposta, cioè il fatto che ci sono tre milioni di lavoratori che sono sulla soglia di povertà". Lo ha detto il deputato Pd ed ex ministro del Lavoro Andrea Orlando in una intervista a Radio Radicale. "Ciò significa che con l'andamento dell'inflazione, che non è domata, rischiano di diventare rapidamente di più, forse quattro milioni, e rispetto a questo il governo non ha dato alcun tipo di risposta -ha aggiunto Orlando-. Questo è un dato sul quale stiamo continuando un'iniziativa politica perché non è un problema soltanto per quei lavoratori, non è solo un grande problema sociale, è anche un problema che rischia di colpire complessivamente l'economia del Paese perché questo poi significa, presto o tardi, un calo dei consumi e una condizioni di difficoltà che si scarica sul sistema del welfare". "Il governo non sta affrontando questo tema, non vuole affrontare questo tema. Ieri lo ha in qualche modo dimostrato in modo plastico, quel passaggio sul CNEL è stato evidentemente un modo -ha sottolineato Orlando- per perdere del tempo perché il CNEL ha espresso un parere che può essere tranquillamente rovesciato con valutazioni di carattere scientifico altrettanto autorevoli. Peraltro una parte del CNEL o ha votato contro o non ha partecipato alla discussione, insomma si è trattato di un'operazione eminentemente politica che ha poco a che vedere con la funzione e con il ruolo del CNEL, per prendere tempo". (Adnkronos) - "Del resto abbiamo visto come l'OCSE, che non è oggettivamente meno autorevole del CNEL, ha dato una valutazione diametralmente opposta quindi forse l'unità del CNEL si sarebbe realizzata dando conto almeno delle possibili soluzioni perché io non credo che ce ne sia una soltanto. C'è sempre una discrezionalità politica nel valutare le diverse soluzioni possibili per una semplice ragione -ha osservato l'ex ministro dem - perché ogni soluzione ha dei pro e dei contro ed è la politica che deve valutare quali sono le soluzioni che hanno più pro che contro". "Il fatto di aver in qualche modo chiuso con una valutazione secca ha determinato una divisione dentro al CNEL e a mio avviso anche sottratto alla politica la possibilità di una riflessione supportata scientificamente su più scenari. Quindi io penso che, avendo avuto quell'esito, l'operazione si è configurata molto come un'operazione politica e questa cosa ha fatto in qualche modo il gioco del Governo che ha potuto far passare qualche mese", ha sottolineato. "Il problema è che però in questi mesi la capacità di acquisto delle persone di cui stiamo parlando, le condizioni di vita sono ulteriormente peggiorate perché chi guadagnava settecento o ottocento euro all'inizio di questo anno ha già una mensilità sostanzialmente in meno alla fine dell'anno per l'inflazione. Anche perché questo famoso taglio del cuneo che viene raccontato nella legge di bilancio sarà semplicemente una stabilizzazione di un bonus che già oggi c'è. Una stabilizzazione di un bonus che però, essendo in percentuale rispetto al salario, è chiaro che è meno avvertita da chi ha salari più bassi che però contemporaneamente è colpito in modo più forte dall'andamento dell'inflazione", ha detto Orlando.
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