Il Tirreno

**Terzo polo: nuove scintille Renzi-Calenda, Iv chiede cambio nome Gruppi, Azione 'no diktat'**

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Roma, 18 ott (Adnkronos) - "Essendo terminata ogni collaborazione tra Azione e Italia viva ti chiediamo di convocare il gruppo del Senato nel minor tempo possibile per prendere atto delle dichiarazioni del senatore Calenda e trarne le necessarie conseguenze politiche, statutarie e regolamentari". Firmato, i senatori di Italia viva (con Matteo Renzi in testa), che hanno chiesto per lettera al presidente del Gruppo di palazzo Madama Enrico Borghi (di Iv) di convocare l'assemblea, che si terrà domani. Dopo le scintille sul Terzo Polo e un periodo di (relativa) quiete, Renzi e Carlo Calenda tornano quindi a incrociare le lame. La questione è quella dell'assetto dei Gruppi parlamentari, rimasti in 'condominio' nonostante il divorzio di fatto tra Iv e Azione. Il senatore fiorentino, dopo una riunione con i parlamentari lunedì sera, ha deciso di accelerare sul progetto del 'Centro' anche in Parlamento. "Nessuno romperà il gruppo al Senato. Proporremo di cambiare nome e di chiamare il gruppo Italia Viva - Il Centro - Renew Europe", ha spiegato il deputato di Iv Francesco Bonifazi, specificando: "Se questo avverrà, gli amici di Azione faranno le loro scelte e noi le rispetteremo" e "se Calenda vuole andare da solo, vada da solo: nessuno può obbligarlo. E il 10 giugno vedremo i risultati delle elezioni". (Adnkronos) - Nella lettera a Borghi, i senatori di Iv puntano ad accollare tutta a Calenda la responsabilità di aver 'rotto' il progetto comune: "Qualche mese fa il collega senatore Carlo Calenda ha deciso in autonomia di dichiarare terminata l'esperienza del Terzo polo e la collaborazione tra Azione e Italia viva" e inoltre "Calenda ha continuato a negare ogni possibilità di accordo" sulla lista unica alle europee. Pronta, per Azione, la replica della portavoce Mariastella Gelmini: "Italia Viva ha la singolare pretesa di presentare una lista unitaria alle prossime elezioni europee proprio con Azione. Una evidente dimostrazione del timore di non raggiungere il quorum", ha detto la senatrice sottolineando: "Non accetteremo alcun diktat da Renzi o da Italia Viva. Se hanno deciso di rompere i gruppi nei quali tutti siamo stati eletti con la Lista Calenda, si assumano la responsabilità di fronte agli elettori del Terzo Polo”. Tra i rimpalli di responsabilità, il momento dello 'showdown' anche in Parlamento tra Renzi e Calenda sembra essere arrivato. "I deputati di Italia viva faranno la stessa richiesta", si fa sapere a proposito del cambio del nome alla vigilia della riunione al Senato dove, si specifica, i renziani hanno i numeri per il Gruppo. Alla Camera, invece, la situazione è in bilico per tutte e due le componenti, che dovrebbero chiedere una deroga per formare un nuovo Gruppo.

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di Redazione web