Il Tirreno

Mo: Borrell, 'Israele ha diritto di difesa, ma ci sono dei limiti'

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Bruxelles, 18 ott. - (Adnkronos) - 'A Gaza non c'è acqua, già 3mila morti' Israele "ha il diritto di difendersi, come ha sempre avuto, e chiunque si vedesse attaccato in questo modo brutale avrebbe il diritto di difendersi, ma penso che siamo tutti uniti nel dire che il diritto alla difesa, come tutti i diritti, ha dei limiti. In questo caso sono i limiti posti dal diritto internazionale e in particolare dal diritto internazionale umanitario". Lo ribadisce l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, in plenaria a Strasburgo. "Tutto questo è già evidente - continua - possiamo ripeterlo, ma ripeterlo non porterà avanti la riflessione necessaria per orientare l'azione. Condanniamo questi terribili attacchi terroristici, ma credo anche che dobbiamo condannare le morti civili che si verificano a Gaza e che sono già 3mila, perché condannare una tragedia non dovrebbe impedirci di condannarne un'altra e di mostrare la nostra misericordia per i morti". La presenza di vittime di attentati terroristici, prosegue, "non dovrebbe impedirci di dimostrare anche il nostro sentimento verso le altre persone morte in questi tragici momenti, credo che l’Unione Europea debba basare la sua risposta su quattro principi: fermezza, umanità, coerenza, atteggiamento politico proattivo. Nel conflitto, la fermezza inizia dalla condanna netta di chi non può identificarsi con il popolo palestinese, per noi Hamas è un'organizzazione terroristica e lo ha dimostrato con le sue azioni in questi giorni. Inoltre, ha boicottato ogni tentativo di pace, si è opposto alle risoluzioni delle Nazioni Unite e della Lega Araba, che aprivano la strada ad un possibile accordo di pace tra Israele e Palestina. Hamas vuole la distruzione di Israele, ma con le sue azioni rende anche impossibile che anche i palestinesi raggiungano una pace giusta". "Anche loro sono vittime di Hamas - continua - per questo, non possiamo ritenere responsabile dell’azione terroristica l’intero popolo palestinese e pensare che tutti gli abitanti di Gaza siano di Hamas. La fermezza passa anche dal chiedere la liberazione degli ostaggi. Questo si collega alla seconda linea d'azione che è l'umanità: anche le guerre hanno le loro regole, le guerre sono atroci. Ma anche le guerre hanno le loro regole, che sono stabilite nel diritto internazionale, lo abbiamo detto più volte in riferimento ad altri conflitti". Tagliare i rifornimenti ad "una popolazione non è compatibile con la legge di guerra. In questo momento non c'è più acqua, a Gaza. Ci sono più di 3mila morti e un quarto sono bambini. Il terzo principio è la coerenza politica: penso che possiamo dire che siamo tutti uniti in ciò che ho appena detto, nella richiesta che il diritto internazionale umanitario sia rispettato da tutti nel mondo e che si metta fine agli attacchi contro i civili indifesi, ovunque si trovino. E dobbiamo fare in modo che l’azione degli Stati membri, di ciascuno di essi, sia compatibile con un’azione comune dell’Unione e che siano compatibili anche le politiche comunitarie".

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