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**Auto: Prodi, 'stupito da Urso, mio obiettivo mai stato vendere Fiat ad Alfa Romeo'**
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Roma, 14 ott. (Adnkronos) - "Sono stupito per la lapidaria sicurezza con cui il Ministro Adolfo Urso ieri, al convegno dei giovani imprenditori, ha deciso di attribuire a me la responsabilità del fatto che in Italia abbiamo una sola casa automobilistica a causa della mancata acquisizione dell'Alfa Romeo da parte della Ford. Sono quindi costretto a rinfrescare la memoria del Ministro su quel tratto di storia industriale del nostro Paese". Così Romano Prodi in una nota. "Il mio obiettivo non è mai stato vendere alla Fiat l'Alfa Romeo: non sono mai stato un monopolista. Presi invece contatti con tutti i possibili acquirenti e solo la Ford si mostrò interessata. Le trattative, magistralmente condotte dai tecnici di Finmeccanica, approdarono ad una richiesta, da parte della Ford, di colloqui con me. Quando il loro piano fu pronto avvisai Alex Trotman, presidente di Ford Europa, che una volta reso pubblico tutti in Italia, sotto la spinta della Fiat, avrebbero reagito, dai sindacati ai sindaci agli imprenditori. E così fu. La Ford, nonostante questo, aveva deciso che non avrebbe offerto un solo dollaro in più". "La Fiat si fece avanti mettendo sul tavolo più denaro e offrendo di comperare anche tutte le azioni, a differenza della Ford che, come aveva promesso, non rilanciò. A quel punto Finmeccanica non aveva alternative che vendere al miglior offerente, secondo gli obblighi di legge. La successiva gestione che la Fiat ha fatto dell'Alfa non ha raggiunto nessuno degli obiettivi proclamati, così come avevo previsto e l'Alfa ha perso continuamente quote di mercato. Questa vicenda è nota, è stata raccontata molte volte, riportata dalle cronache e da ultimo sul libro di Marco Ascione, edito da Solferino". "Mi rammarico del fatto che il Ministro -aggiunge Prodi- non si sia preso un minuto per documentarsi e per rileggere quanto, anche dopo queste vicende, ho sempre scritto circa la sciagura italiana di avere una sola casa automobilistica che non ha evidentemente rispettato, nemmeno nel corso degli anni successivi, gli accordi sottoscritti con il Paese".
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